09/09/2006

CONVERSAZIONE SULL'IKEBANA, LA 'VIA DEI FIORI'


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Educata alle arti tradizionali del suo Paese ed intimamente convinta del valore formativo di esse, nel 1978, poco dopo il suo arrivo a Milano, Keiko Ando Mei ha fondato una scuola di ikebana, oggi Centro Incontri Culturali Oriente-Occidente. Anno dopo anno, ha trasmesso e condiviso con gli allievi i principi semplici, ma rigorosi della 'Via dei fiori'. Attraverso il racconto del suo apprendistato in Giappone e delle sue esperienze di insegnamento in Occidente, si delinea il significato profondo dell'ikebana come via di ricerca interiore che aiuta a creare uno stato di calma e di serenità nell'incontro con la Natura e a riscoprire il proprio valore e le proprie qualità individuali. 


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Italiano

Definire l'ikebana un semplice passatempo per creare composizioni floreali sarebbe riduttivo. E lo dimostra l'intervento di Keiko Ando Mei, figura straordinaria cresciuta in un'antica famiglia samurai coltivando le arti tradizionali giapponesi. L'arte dell'Ikebana, infatti, può essere considerata una metafora della vita, in cui 'la via dei fiori' rappresenta un vero e proprio cammino interiore. E i gesti concreti del recidere un fiore rispecchiano il percorso compiuto dall'anima verso la scoperta di se stessi, cercando di raggiungere la calma e di riuscire ad ascoltare ciò che ci circonda. Obiettivi decisamente fuori portata nella nostra cultura occidentale, in cui il valore dell'individuo è nullo, ma che non possono essere trascurati per riuscire a tornare in contatto con la natura. In fondo, la vita è simile a un'arte effimera, espressione del momento presente, in cui è necessario 'tagliare' passato e futuro per riuscire a vivere con pienezza il presente.

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