10/09/2006

Hwang Sok-Yong con Vincenza D'Urso


2006_09_10_238

Nato in Manciuria, emigrato a Pyongyang e poi a Seul, Hwang Sok-Yong fu costretto a combattere in Vietnam dalla parte dell'esercito statunitense e successivamente incarcerato per essersi espresso a favore della riunificazione della Corea. Oggi vive in Europa ed è considerato uno degli intellettuali coreani più rappresentativi. Dei suoi numerosi romanzi è stato finora pubblicato in Italia Il signor Han, che racconta di uno dei peggiori periodi storici per la Corea: la drammatica e sanguinosa guerra del 1950-53. Lo incontra la coreanista Vincenza D'Urso.



L'evento 238 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma. Originariamente il suo svolgimento era previsto presso la Chiesa di Santa Paola.

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Nonostante la presentatrice Vincenza D'Urso avesse precisato, visto l'onore e la rarità di avere un ospite del genere, che sarebbe stata breve nella presentazione dello scrittore coreano, ecco che dopo una buona mezz'ora viene interrotta da una mano alzatasi dal pubblico, che richiede di sentire parlare l'invitato. Se questi, al passaggio tra l'esposizione della biografia e quella dell'opera, aveva utilizzato parole tendenzialmente diplomatiche («Visto che metà del tempo concessomi è stato occupato dalla mia presentazione, vuol dire che non sono così semplice»), forse tale diplomazia si riduce ora nel sorriso con cui, però, fa notare che lei ha già detto tutto quel c'è da dire. La parola viene dunque lasciata subito a lui, il quale, in modo molto interessante, spiega come la struttura in 12 capitoli del suo libro rispecchi quella in 12 parti del rito sciamanico: in questo libro, egli stesso riveste il ruolo di sciamano cercando di armonizzare le voci «che arrivano da tutte le parti». Quale esempio, quale 'sorpresa' per il pubblico, lo scrittore legge l'ultimo capitolo inteso come termine del rito con cui salutare i partecipanti.

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