10/09/2006

È ANCORA UTILE PARLARE DI PERIFERIA?


2006_09_10_242

Siamo in una fase storica in cui ciò che ancora chiamiamo superficialmente 'periferia' è un sistema denso, ricco e complesso di luoghi con nomi, storie e densità nuove, da decifrare e capire. Lo sguardo di un fotografo e di uno scrittore che nascono nel contesto napoletano e campano aiuterà a superare questo termine in nome di una lettura più aperta e intensa della città contemporanea.



L'evento 242 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma. Originariamente era prevista la presenza di Francesco Jodice.

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Anche quest'anno Luca Molinari propone un osservatorio urbanistico a Piastra di Lunetta, in compagnia di Cherubino Gambardella e Roberto Saviano. La questione è: bisogna abolire il termine periferia? È ancora adatto ed è davvero dispregiativo? Saviano e Gambardella provano a rispondere dal punto di vista della loro 'antinapoli'. Secondo il primo l'uso di questo termine è ormai sintomo d'ingenuità, per via della varietà di situazioni anomale che si creano nei territori cosiddetti periferici. Nella sua regione d'origine, ad esempio, sono settantuno i «comuni infami» che non hanno neanche mai avuto un piano regolatore, comuni che producono solo quel cemento sfruttato dal Norditalia, cemento «linfa d'una guerra non dichiarata». Gambardella descrive invece la periferia come «un posto fuori». Quando arriva al confine di Napoli con il suo scooter, si accorge che è un luogo in trasformazione, un luogo in minacciosa attesa... Dov'è nascosta la sua bellezza? Le sue nuove icone sono tutte mediatiche, sono le architetture per consumatori, sono le parabole che costellano ogni balcone.

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