07/09/2007

Tiziano Rossi con Mario Artioli


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Riconducibile ad una nuova 'scuola lombarda', nella linea di Sereni e Raboni, Tiziano Rossi appare come uno dei poeti più ricchi e complessi dell'ultimo quarantennio. Vincitore del premio Viareggio nel 2000 con "Gente di corsa", ha raccolto la sua precedente produzione in "Tutte le poesie" (Milano, 2003) e pubblicato nel 2006 "Cronaca perduta", una raccolta in cui l'acutissima osservazione del reale, che alterna pietas e cinismo, si serve di una sorprendente prosa poetica, antilirica e 'scientifica'. Lo incontra Mario Artioli.


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Si è svolto nel giardino all'interno del bel chiostro di San Barnaba l'incontro col poeta Tiziano Rossi, che ha regalato ai molti affezionati intervenuti la lettura delle proprie poesie. Mario Artioli, intellettuale mantovano, ha precedentemente passato in rassegna le numerose opere del poeta milanese, dalla prima raccolta intitolata "Cominciamondo" (1963), fino all'ultima fatica "Cronaca perduta" (2006), ponendo l'accento, in particolar modo, sul percorso che negli anni ha condotto l'autore alla ricerca di un nuovo e personalissimo rapporto con la parola poetica, fino a farlo approdare ad una prosa poetica innovativa. Tensione questa, verso l'andamento prosastico, che da sempre l'accompagna. Tutto questo ha spinto inevitabilmente l'autore oltre i confini della così detta 'nuova scuola lombarda', ed al di là della classificazione della poesia lombarda fatta a suo tempo da Luciano Anceschi. Vincitore nel 2000 del Premio Viareggio con la raccolta "Gente di Corsa", Tiziano Rossi «non ha mai - come del resto ha ricordato Artioli - abbandonato l'uso di una lingua piana, dal basso, uniforme, che vela la sostanza, talvolta crudissima, del testo, nell'intento di abbassare e ridurre anche i temi più solenni». Si tratta insomma di una poesia a tratti permeata di stilemi neoclassici che si confrontano - e si scontrano - col linguaggio quotidiano, con gli oggetti, i dettagli, le vite comuni, che silenziosamente scorrono e che sottovoce vengono laicamente cantate dal loro poeta.

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