03/09/2008

INTORNO A EVELINA CATTERMOLE


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«Di una bellezza che i suoi contemporanei definirono 'sconcertante', aureolata da una fama di poetessa di soavi accenti, e di donna di mondo piena di fascino, si sarebbe detto, con un motto a quei tempi molto usato, che essa era nata per la dannazione degli uomini». Così scrivevano i giornali di Evelina Cattermole, alias la Contessa Lara, una delle donne fatali della poesia italiana della fine dell'Ottocento. Ormai lontani gli scandali e gli amori furibondi della sua vita tumultuosa - Evelina muore assassinata dall'ultimo dei suoi amanti -, è possibile oggi guardare con maggiore serenità e distacco alla considerevole produzione poetica della Cattermole. Ne parlano Antonia Arslan e Carlo Caporossi.


In collaborazione con il Comune di Pieve di Soligo. L'evento sarà seguito da un piccolo rinfresco.
 
 


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Italiano

Una delle cose più belle di Festivaletteratura è la sorpresa di un evento che non ti aspetti, un'atmosfera delicata e passionale insieme capace di rapirti in un mondo pressoché sconosciuto.
Mercoledì 3 settembre, ore 17.45, Teatro Bibiena. Terzo evento di Festivaletteratura 2008, ma sembra di essere tornati indietro di quasi 150 anni.
Evelina Cattermole, il 'D'Annunzio al maschile' dai mille amori e dai tanti amanti, la maternità mancata e la morte improvvisa. Ma soprattutto la Contessa Lara, la scrittrice, perché il suo valore non deve essere oscurato dal suo triste destino.
Folta è la presenza delle donne in platea e sul palco, applauditissima la portavoce di AIDDO, in rappresentanza di 1500 donne imprenditrici e in sostegno di questo progetto alla riscoperta delle scrittrici dimenticate.
Perché è una donna imprenditrice quella raccontata da Antonia Arlsan e Claudio Capotondi, capace di farsi largo nella letteratura ottocentesca e di farsi conoscere, rispettare ed invidiare dai colleghi uomini. Ma questa donna bellissima e di grande talento è stata cancellata dal codice letterario e rimane sconosciuta ai più.
È quindi dapprima con curiosità e poi con grande entusiasmo che viene accolta la superba esibizione di Nicoletta Maragno, che sul palco si lancia nella lettura di alcune novelle, tra borghesi e campagnoli, fanciulle dagli occhi nere e collane di corallo, urla e strepiti in dialetto fiorentino. Un vero spettacolo!
Sarà stata la sua splendida voce, la passione che traspariva da chi aveva la parola sul palco, l'atmosfera del Bibiena, l'ironia e la vividezza che traspaiono dalle pagine della Contessa Lara, ma il tempo è volato.
Rimane la voglia di riscoprirla. Al più presto.

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