06/09/2008

SCRIVERE A NEW YORK


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«La mia idea di passeggiata, perfezionata nei corso di questi ultimi otto anni vissuti a New York, implica un flusso di pensieri a ruota libera. (...) Camminare è molto simile a scrivere. Sebbene siano quasi sempre attività solitarie, entrambe (...) sono alimentate dal desiderio di mettersi in relazione con gli altri». Le storie della giovane scrittrice statunitense Nicole Krauss percorrono le strade di New York per arrivare a temi universali come la solitudine e il rapporto con il proprio passato ("La storia dell'amore"), l'esperienza della malattia e la vita che ricomincia dopo ("Un uomo sulla soglia"). La incontra il giornalista Wlodek Goldkorn.


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New York, la metropoli più famosa del mondo, mostra tutte le sue capacità di cambiare e di fornire spunti di immaginazione a chi ci vive o anche solo a chi viene in vacanza. Una città policroma nonostante il grigiore dello smog e del cemento.
A raccontarcelo è stata la scrittrice Nicole Krauss, che, assieme al giornalista polacco Wlodek Goldkorn, ha incuriosito e interessato il pubblico del chiostro del Museo Diocesano. Molte le domande che le sono state rivolte, delle quali una buona parte riguardanti le sue fonti di ispirazione. Gli scrittori polacchi che hanno vissuto la prigionia in guerra, sono quelli che più l'hanno aiutata, seppur indirettamente, per la stesura dei suoi testi. «Sono molto nostalgica» ammette alla fine la Krauss «e scrivere pensavo mi aiutasse a dimenticare il passato e ad essere meno nostalgica; ma alla fine ho scoperto che questo era il mio punto di forza e ho continuato su quella strada».

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