06/09/2008 - Pagine Nascoste


A ROAD TO MECCA: THE JOURNEY OF MUHAMMAD ASAD


2008_09_06_PN1845

Evento ripetuto


di Georg Misch, Austria, 2008, 92' versione originale inglese, sottotitoli in italiano
 Anteprima italiana


Un personaggio da riscoprire, più che mai d'attualità: Muhammad Asad, cresciuto a Vienna con il nome di Leopold Weiss, affascinato dal Medio Oriente, diventò non solo musulmano, ma uno degli islamisti più illuminati e rispettati del secondo dopoguerra. Dall'Ucraina, dove nacque, alla Palestina, l'Egitto, l'Arabia Saudita e il Pakistan, un percorso difficile tra popoli che oggi più che mai, avrebbero bisogno di leggere e ripensare le parole di Asad, la cui ultima fatica, una nuova traduzione del "Corano", resta una pietra miliare nel tentativo di favorire la conoscenza dell'Islam e il confronto con altre religioni e culture.


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La rassegna Pagine Nascoste oggi ci offre la possibilità, in anteprima italiana, di cominciare a conoscere quella che secondo molti è una delle figure più innovative ed illuminate dell'Islam. Muhammad Asad nasce Leopold Weiss nel 1900, in quello che era al tempo un territorio di confine Austro-Ungarico, ora Ukraina. Ebreo, grazie ad un viaggio che intraprende in Medio Oriente a ventidue anni, scopre l'Islam, se ne innamora, e si converte. L'universalità di quesa religione così distante dal mondo in cui era cresciuto, lo convince che sia la religione giusta, e dedica tutta la sua vita allo studio e alla divulgazione dei suoi dogmi, con la volontà di fare conoscere al mondo occidentale la vera faccia di una fede che non dovrebbe essere mai rappresentata dal fanatismo. Questo film/documentario ci porta in un viaggio nell'odierna Arabia Saudita, per poi passare dal Pakistan, agli Stati Uniti, al Marocco ed infine alla Spagna, ultima tappa della sua vita. Attraverso le parole di chi lo ha conosciuto, si delinea la figura di un vero pioniere del dialogo tra vicino oriente ed occidente, la cui opera più significativa si può ritenere senza dubbio la traduzione del "Corano". Una traduzione che Asad dedicò a chi pensa. Ed è proprio a chi pensa che Georg Misch, regista di questa pellicola, si rivolge: «mi piacerebbe che la gente capisse che ci sono una moltitudine di voci differenti nel mondo musulmano, che non c'è un Islam, con un'entità monolitica, ma che ci sono molte diverse interpretazioni di questa religione». La speranza è che gli spettatori lascino il cinema con la curiosità di capire gli altri, chiunque questi altri siano per loro, musulmani o no.

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