06/09/2008

LETTERA DI LORD CHANDOS

2008_09_06_174

di Hugo von Hofmannstahl
 lettura con musica
 voce Toni Servillo; pianoforte Antonio Ballista
 Un giovane scrittore confessa la risacca in cui il suo talento letterario pare essersi irrimediabilmente incagliato: l'afasia spirituale, l'apatia morale, l'insofferenza alle conversazioni umane e, per contro, la sensazione dirompente di una «infinita rispondenza della natura». Un apologo sull'insensatezza dello scrivere, sulla crisi di un'intelligenza.


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Italiano

Toni Servillo e Antonio Ballista sono le parole e la musica dello spettacolo al Teatro Sociale. L'attore legge una lettera scritta da Lord Chandos a Francesco Bacone. Chandos è un giovane letterato, autore di opere di successo, in cui però non si riconosce più. Si rivolge a Bacone, in quanto sua fonte di ispirazione intellettuale, cercando di spiegare il senso della sua crisi e ringraziandolo per non aver fatto pressioni per il suo lungo silenzio letterario. L'abisso in cui è caduto, spiega Chandos, lo separa sia da quanto fatto in passato, sia da quello che lo aspetta per il futuro. Il suo è un lento estraniamento anche dagli esseri umani e dai loro discorsi, che gli paiono sempre più incomprensibili. Al contrario si sente però profondamente coinvolto dalla natura che lo circonda. Si congeda con la consapevolezza che non scriverà più, perché nessuna lingua sarà mai in grado di esprimere il suo universo emotivo. Servillo e Ballista rendono perfettamente il tono grave e malinconico del tema trattato e il pubblico risponde con grande entusiasmo.

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