07/09/2008

GLI OCCHI DI MAIGRET


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Come il commissario Maigret, il designer abitua i propri sensi - a cominciare da quello della vista - ad obbedire agli stimoli esterni in modo non convenzionale. In un confronto tra due designer della comunicazione visiva si apre il confronto sui temi dell'indagine, dell'individuazione del senso e della chiave interpretativa e dell'inevitabile epilogo a sorpresa.


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«Gli occhi di Maigret» sono indispensabili al giorno d'oggi per osservare il mondo che ci circonda, alla ricerca degli indizi lasciati dai designer che si occupano di comunicazione visiva. Dal logo al lettering delle campagne pubblicitarie, passando per menù dei ristoranti, la caratterizzazione di mostre e le copertine di libri, Massimo Pitis e Matteo Bologna presentano al pubblico il processo di formazione di alcune delle loro creazioni. Accompagnati da accattivanti slide, i due designer scherzano, si scordano, ridendo, parte della propria presentazione, propongono quiz agli astanti con ritmo sostenuto. Pur non essendo abituati a parlare ad un pubblico non del settore, sono estremamente chiari nelle spiegazioni e rispondono a tutte le domande che gli vengono poste. L'unica domanda che lasciano senza risposta è estremamente tecnica: «cos'è un font TrueType?». Per saperlo, non resta che aspettare un altro incontro.

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