11/09/2009

DAL GANGE AL TICINO


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Le storie sono come i fiumi: scendono dalle grandi montagne, raccolgono terra, foglie, tronchi, sassi, altra acqua, altre voci, si perdono e si ritrovano finché arrivano al grande mare dei racconti. E tutto ricomincia. Giuseppe Cederna, scrittore e viaggiatore ("Ticino, le voci del fiume"), ci invita a seguire la corrente segreta che conduce dall'India alle terre di Lombardia, insieme a Pietro Laureano, maestro della civiltà delle oasi ("Atlante d'acqua").


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Italiano

Giuseppe Cederna e Piero Laureano lasciano che le parole scorrano come l'acqua, vero trait-d'union dei loro racconti, in questo pomeriggio nel Teatro Bibiena, gremito in ogni ordine di posti. Giuseppe Cederna è scrittore, viaggiatore, e attore come ci ha dato dimostrazione in "Mediterraneo", il film di Gabriele Salvatores. Pietro Laureano è architetto e urbanista, professore universitario e consulente Unesco per la zone aride, la civiltà islamica e gli ecosistemi in pericolo. I due autori, e amici, parlano dell'importanza dell'acqua, snocciolando aneddoti, storie e immagini dei loro viaggi insieme. Dal Ticino al Gange, e soprattutto in Africa, lungo un percorso che ci permette di scoprire come le oasi non siano naturali, ma prodotte dal lavoro dei beduini, che sanno trovare l'acqua anche nel deserto. Una capacità che nei secoli si è tramandata e sviluppata, arrivando a permettere la costruzione di opere raffinate dal punto di vista ingegneristico, ma basate su semplici principi, che permettono di raccogliere l'umidità atmosferica. Al di là dell'esperienza personale dei due uomini, il messaggio per noi è quello di non sottovalutare l'importanza di quel bene - l'acqua - la cui disponibilità troppo spesso diamo per scontata.

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