11/09/2009

CRIMINAL MINDS E CRIMINI DELLA MENTE


2009_09_11_112

Grazie al cinema e alla televisione, in un connubio sempre più stretto tra inchiesta e spettacolo, omicidi efferati e menti criminali sono entrati prepotentemente nell'immaginario delle persone, riempiendo gli studi televisivi di giallisti e criminologi pronti a esaminare ogni genere di crimine. Una strategia di marketing o manifestazione del lato oscuro che cova in ognuno di noi? Nessuno può rispondere alla domanda meglio di Donato Carrisi che, in un incontro multimediale porta il pubblico, con l'aiuto del critico Luca Crovi, a giocare sulla scena del delitto. Consigliata carta e penna.


L'evento 112 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma. Originariamente il suo svolgimento era previsto presto l'Aula Magna dell'Università.

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I serial-killer e il fascino perverso che hanno su tutti noi. Perché, domanda Donato Carrisi al pubblico presente in sala, ricordiamo spesso i nomi degli assassini e non, invece, quelli delle loro vittime?
L'autore de "Il Suggeritore", uno dei migliori esordi nel panorama italiano del 2009, ha tenuto una vera e propria lezione ripercorrendo, con leggerezza insolita per il tema, la storia di alcuni dei più famosi serial-killer mondiali, da Manson fino ad arrivare al Mostro di Firenze, e cercando di far riflette gli spettatori sulle loro personalità, su caratteri comuni e sul fatto che, in alcuni casi, sono solo state prove indiziarie a farli accusare, senza alcuna certezza scientifica.
In alcuni casi si tratta di 'mostri' perfetti, lontani, chi per un aspetto chi per un altro, dalla quotidianità in cui siamo immersi; in altri casi, invece, sono persone insospettabili, come i vicini di casa, i figli, i migliori amici.
Entrare nella mente dei serial-killer, studiare gli indizi, comprendere il lavoro dei poliziotti; per rendere anche il pubblico partecipe Carrisi ha invitato tutti a prendere carta e penna e realizzato un vero e proprio 'gioco di ruolo' collettivo, mostrando le foto di un delitto reale e i profili dei tre sospettati, comprese caratteristiche fisiche, alibi e possibili moventi, e lasciando che fossero gli spettatori ad individuare il vero colpevole.
Prima degli autografi di rito, per stemperare un po' l'atmosfera, c'è stato tempo anche per leggere alcune domande di un buffo (ma basato su studi scientifici) test americano, realizzato per scoprire se i propri figli sono in fieri dei potenziali assassini. Certo che non deve essere difficile capirlo, se le domande sono del calibro di «recentemente è scomparso qualcuno della vostra famiglia senza che voi ne abbiate saputo più nulla?», «vostro figlio vi minaccia di morte?» e «vostro figlio è uso utilizzare fucili a pompa o kalashnikov?».

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