12/09/2009

DUE SIGNORIE DI ASCOLTO E VISIONE


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In una libera dissertazione sulla demagogia e sulle manipolazione delle masse, Franco Cordero pone a confronto due figure a suo giudizio esemplari. La prima è Girolamo Savonarola, «eretico mancato, santo abusivo, taumaturgo fallito», che ha interpretato - anche alla luce dell'entusiasmo e la riprovazione che ha continuamente suscitato nei secoli successivi - in modo prototipico la parabola ascesa - e caduta di un profeta e capopopolo. La seconda è quella dell'Astro che con il suo passaggio nei nostri cieli sta maleficamente causando il 'climaterio' italiano, ovvero l'involuzione e la decadenza civile e culturale del nostro paese negli ultimi anni ("Aspettando la cometa"). 


L'evento 121 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma. Originariamente il suo svolgimento era previsto presso il Palazzo di San Sebastiano.

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Italiano

Girolamo Savonarola, nato nel 1452, protagonista della vita politica fiorentina della fine del 1400. Silvio Berlusconi, nato nel 1936, protagonista della vita politica italiana dagli anni '90 ad oggi. Due signorie, entrambe con le loro peculiarità, esplicate in maniera straordinaria da Franco Cordero, giurista e scrittore. Lo spunto per il confronto tra queste due figure è proprio un'opera di Cordero, una biografia del Savonarola in quattro volumi. La storia del 'Re Lanterna' invece è nota e non ha bisogno di elementi particolari per essere comprovata. I due personaggi hanno similitudini e differenze. Ma un «io famelico» è la caratteristica comune fondamentale. La «vocazione al dominio» viene perseguita in modi diversi, ma anche con mezzi simili. E il mezzo più importante utilizzato dai due fu «la conquista della gente»: il primo attraverso una grande oratoria; il secondo, in maniera meno nobile, ha 'frollato' la testa delle persone tramite le sue reti televisive. Il racconto delle vicende di Savonarola, prende però il sopravvento e ci riporta alla Firenze della fine del 1400 tra lotte e intrighi, papi, signorie, imperatori, politicanti vari e religiosi. Con gli aggiornamenti del caso, si potrebbero trasportare questi discorsi anche in questa epoca. La parabola del Savonarola, «Quanto dura il potere su verità fluide», ad un certo punto scende, perde audience. C'è spazio, tuttavia, per una grande 'profezia'. In un grande trattato, descrive la figura del Tiranno: vuole procurarsi solo la ricchezza e utilizza qualunque mezzo per ottenerla; preso il potere, convince il popolo a disinteressarsi della politica; si fa circondare da servi e allontana chi non la pensa come lui; aggira in ogni modo la legge, eliminando leggi scomode e promuovendone altre 'ad personam'; forse, descrivendo con mezzo millennio di anticipo, la figura del "Caimano".

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