12/09/2009

FU TURISTI
. Un viaggio esilarante e irriverente 
alla scoperta del futurismo


2009_09_12_174

«La cronaca racconta di un'immaginaria spedizione in torpedone da Milano al golfo di Napoli, organizzata e guidata dall'immancabile Filippo Tommaso Marinetti con lo scopo di uccidere simbolicamente il chiaro di luna, che in quei luoghi ha casa e viene celebrato. Questa magnifica impresa, però, fallirà miseramente. Quando arrivano a Napoli, i nostri scoprono di aver fatto male i conti con le fasi lunari: per sparare alla luna piena dovrebbero aspettare ancora tre settimane, sicché la spedizione termina davanti a un piatto dell'odiata pastasciutta, mentre i più fortunati e benestanti (guidati come sempre dal Tommaso Filippo) decidono di approfittare del disguido per una gita in motoscafo a Ischia, dove fare una settimana di cure termali». Musiche originali / canzoni futuriste + cronistoria di un fatidico errore con l'ultimo seguace di Marinetti.
 Una produzione Parmaconcerti. Con Elio voce, Danilo Grassi capomacchina e percussioni, Corrado Giuffredi clarinetto, Giampaolo Bandini chitarra, Enrico Fagone contrabbasso, Cesare Chiacchiaretta fisarmonica.


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Italiano

Non è facile descrivere questo delirio di parole e musica ispirato al Futurismo di Tommaso Marinetti ed interpretato da Elio, accompagnato da cinque eccezionali musicisti. Si parla di un viaggio esilarante e irriverente alla scoperta del Futurismo, della magnifica spedizione «futurista» da Milano a Marechiaro per uccidere il chiaro di luna. I tratti peculiari del movimento d'avanguardia ci sono tutti: gli incontri nei caffè milanesi, la velocità, le serate futuriste, il sesso, la contrapposizione con gli antagonisti «passatisti» e con tutte le rappresentazioni del molle e del decadente. Per l'occasione sono rappresentati da un Elio in piena forma, che declama frasi come fosse un cinegiornale dell'Istituto Luce, e da canzoni con testi e musiche adatte all'occasione. Si tratta della cronaca di un immaginario e fallimentare viaggio da Milano a Napoli dove Marinetti, se non avesse sbagliato il calcolo delle fasi, avrebbe voluto scaricare qualche «revolverata» contro la luna. La seconda parte dello spettacolo presenta un'antologia di canzoni verosimilmente futuriste ("Ma cos'è questa crisi?", "Tinghe Tinghe Tanghe", "I tirolesi") precedute dalla lettura di un testo sempre di Marinetti. In ogni caso con parole e musiche «all'avanguardia» grazie al genio poliedrico di Elio. Approfondimento evento 174 Turisti del futuro o «fu - turisti» hanno riempito sabato alle 21.30 il Teatro Sociale rievocando il centenario della nascita del Futurismo. Apre lo spettacolo la voce di un Elio in costume d'epoca e occhiali da sole, narratore di un'esilarante storia di Marinetti che, avendo incontrato i compagni futuristi al caffè Biffi di Milano, li convince a prendere un torpedone e ad andare nel paese campano di Marechiaro per uccidere il chiaro di luna. Lo spettacolo è stato realizzato con canzoni scritte da Elio e Piero Bodrato, con musica di Nicola Campogrande suonata da Corrado Giuffredi (clarinetto), Giampaolo Bandini (chitarra e mandolina), Cesare Chiacchiaretta (fisarmonica), Enrico Fagone (contrabbasso) e Danilo Grassi (percussioni, compresa la bicicletta, in giro per lo scenario!). Si parte dunque da Milano, si passano gli Appennini, si arriva a Roma - divertentissima la condanna "Adesso, pasta!"- e infine si arriva a Marechiaro. Purtroppo, la luna piena non è ancora arrivata, ci vogliono ancora tre settimane. Niente sparatorie, dunque. Dopo un'antologia di canzoni particolarmente attuali come "Ma cos'è questa crisi?" inframezzata dalla lettura di alcuni brani tratti dallo scritto marinettiano "Come si seducono le donne", il pubblico applaude vivacemente. Chi oserà dire, ormai, che Mantova è una città passatista?

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