08/09/2010

Gabriele Romagnoli con Alessandro Zaccuri

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"'Adesso ti racconto una storia'. E un romanziere è qualcuno solo nel buio di una stanza affollata da milioni di persone che dice quella frase, poi comincia a scrivere": ed è quello che fa Gabriele Romagnoli, eremita e inquieto viaggiatore "Louisiana blues"), acuto cronista ("Non ci sono santi. Viaggio in Italia di un alieno"), autore di fulminanti racconti in pillole ("Navi in bottiglia") e di intensi romanzi ("L'artista"). Del suo nuovo atteso romanzo "Un tuffo nella luce", ambientato in un attico con vista sulle Torri Gemelle, parla con l'amico e critico Alessandro Zaccuri.


L'evento 002 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma. Originariamente il suo svolgimento era previsto presso il Conservatorio di Musica Campiani.

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Il Festival conferma la sua capacità di incuriosire e interessare: nonostante lo spostamento dell'ultima ora al Chiostro del Museo Diocesano, l'intervista di Alessandro Zaccuri (contento di essere stato definito amico dell'autore oltre che critico) a Gabriele Romagnoli ha attirato moltissima gente, e il tendone era pieno.
Grazie alle domande di Zaccuri, Romagnoli ha raccontato il suo nuovo libro, "Un tuffo nella luce", tracciando il profilo dei suoi personaggi. Benny, il protagonista, vive in un grande attico a Manatthan dal quale non esce mai: questo è il suo modo di evitare il dolore... sfuggire dalla vita. Un giorno però contatta una escort, che avrebbe dovuto avere una sola qualità: la gentilezza (per l'autore, uno dei pochi valori capaci di salvare il mondo). Tra i due nasce una relazione, e lei decide di cercare un altro lavoro, trovandolo in un ufficio nelle Torri Gemelle. Benny non la vuole perdere e la segue, da lontano, con il suo cannocchiale: è così che assiste alla sua morte. L'accaduto lo fa riflettere sulla vita: lui, che è sempre stato un estremista (nella sua ricerca di una vita al riparo dalla sofferenza), ora rimette in discussione tutto e compie il salto verso un estremismo opposto, convertendosi all'Islam.
Altri personaggi, come il portiere o il taxista, completano il quadro di un'umanità complessa: non ci sono né buoni né cattivi in assoluto, ognuno sceglie di volta in volta di fronte alle prove.
Come ha detto Zaccuri, «questo libro trasmette molta passione per l'umanità». Il pubblico ha concordato con il suo applauso.

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