08.09.2010

Hanif Kureishi con Gabriele Romagnoli

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Annoverato tra i più importanti e popolari scrittori inglesi contemporanei, Hanif Kureishi rimane un maestro nel ritrarre la vita di coppia ("Nell'intimità", "Il declino dell'occidente") e i rapporti familiari ("Il mio orecchio sul tuo cuore"), con una sguardo acuto e disincantato sulla complessa società occidentale. Di padri e figli, di politica, letteratura e scrittura parla con il giornalista e scrittore ("Un tuffo nella luce") Gabriele Romagnoli. 


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Italiano

Quest'anno tocca ad Hanif Kureishi animare la prima serata di Festivaletteratura nel cortile di Palazzo Ducale. A seguire lo scrittore e sceneggiatore anglo-pakistano c'è il pubblico delle grandi occasioni, compreso un coinvolto Alain Elkann, in prima fila.
Kureishi non perde lo sguardo fisso sui suoi interlocutori; sono loro, d'altronde, la fonte di tutti i suoi racconti. Le sue parole intense e spietate passano in rassegna i tormenti, comuni qui ed ora a ogni uomo/donna di mezz'età, nel "Declino dell'Occidente": giudicare sé stessi tra successi e fallimenti, gestire i rapporti con figli, genitori e con il proprio partner, invecchiare, affrontare il proprio analista, superare le disillusioni della politica.
Se la pioggia risparmia gli ascoltatori, l'autore li mette in guardia proprio da tutto e tutti. Morti inclusi: «per zittirli - dice - non puoi nemmeno portarli al cinema»

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