09.09.2010

Kamila Shamsie con Caterina Soffici

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Figlia del noto giornalista ed editore pakistano Muneeza Shamsie, Kamila Shamsie, classe 1973, ha portato a termine le scuole superiori nel suo paese natale. Dopo aver esordito con il romanzo "In the city by the sea", la giovane scrittrice ha iniziato una vita itinerante tra Londra e Karachi, maturando negli anni uno stile in cui spiccano l'eleganza della scrittura e la passione per le storie di confine. Il suo ultimo libro, "Ombre bruciate", è giunto nella cinquina dei finalisti del prestigioso "Orange Prize for Fiction". Oggi è una delle più apprezzate opinioniste della stampa inglese e si occupa di attualità politica per "The Guardian" e il quotidiano "The Independent". Interviene insieme all'autrice pakistana la giornalista e scrittrice Caterina Soffici.


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Caterina Soffici, scrittrice e giornalista, sale sul palco allestito nella chiesa di S. Maurizio indossando una sciarpa azzurra, esibendola, ci piace pensare, come tacito tributo al festival.
L'autrice introduce e intervista Kamila Shamsie, scrittrice pakistana attualmente residente a Londra, prendendo come punto di partenza l'ultimo suo libro: "Ombre bruciate", quasi una saga, copre il periodo che va dallo scoppio della bomba di Nagasaki fino all'11 Settembre.
La ricerca di un'identità, l'esplorazione del mondo attraverso lingue che uniscono invece che dividere, l'Islam, il ruolo degli Stati Uniti come potenza mondiale, i mercenari del ventunesimo secolo, sono alcuni dei temi trattati dall'autrice in questo suo ultimo lavoro.
Al termine dell'intervista il pubblico è intervenuto con alcune domande, e rispondendo alla curiosità di uno spettatore sulla prevalenza o meno dell'inglese nella vita quotidiana, Kamila Shamsie ha affermato di ritenere l'inglese la sua lingua madre e di utilizzare l'urdu in cucina e solo per esprimere sfumature che a volte l'inglese non ha.

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