09.09.2010

ANGELI E MAGHI. Traslochi e trasporti internazionali

2010_09_09_023

Raccontare e ri-raccontare le storie è uno dei pochi strumenti che abbiamo per dare un senso alla vita. Quando siamo molto confusi o resi molto confusi e disperati ci sembra di non avere più una nostra storia, che la vita sia diventata assurda e priva di significato. Le storie servono proprio a questo, a tenere in vita un senso di sviluppo, di direzione. Abbiamo bisogno di storie per sopravvivere. Privata delle proprie narrazioni, una comunità perde la sua identità. Ci sono naturalmente storie sostitutive, prefabbricate e in vendita: quelle proposte dai media, le storie/logo. Adottare queste storie preconfezionate e in offerta sul mercato è il primo passo per trasformarci in schiavi. John Berger, intellettuale tra i più eclettici del nostro tempo ("E i nostri volti, amore mio, leggeri come foto"; "Da A a X. Lettere di una storia"), ne parla con Maria Nadotti.


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Chi meglio di John Berger può spiegare i segreti che stanno dietro all'arte del «confezionamento di una storia che coinvolga tutti i sensi del lettore, compreso il sesto senso»? Lo scrittore ed intellettuale inglese ha dimostrato, nella sua decennale ed eclettica carriera, di essere una vera autorità in materia. Davanti ad una gremita Chiesa di San Maurizio, Berger ha risposto alle domande della giornalista Maria Nadotti e del pubblico con grande ironia e generosità, spiegando i modi in cui una delle infinite storie che popolano il mondo può «essere catturata dallo scrittore» e «trasportata» su carta diventando letteratura: «scrivere una storia è come fermarsi e gridare al cielo: guarda cosa sta succedendo!».
Nel 2007 lo scrittore, partecipando a Festivaletteratura, visitò la Camera degli Sposi di Palazzo Ducale, e anche la contemplazione dell'opera di Andrea Mantegna generò dentro di lui i semi di una storia. Semi che sono germogliati col tempo e che sono diventati oggi, a tre anni di distanza, il testo teatrale "Lying down to sleep", che Berger reciterà venerdì sera al teatro Sociale insieme alla figlia Katya.

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