10/09/2010

Thomas McGuane con Bruno Gambarotta

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Patito dello sport e delle asprezze della frontiera, Thomas Francis McGuane III ("Il canto dell'erba", "Sporting Club") predilige le foreste del Montana alle giungle d'asfalto delle metropoli statunitensi. Autore di romanzi, racconti e saggi sulla pesca d'altura, accomunati da un incrollabile amore per la natura, McGuane ha lavorato con successo anche in ambito cinematografico, firmando le sceneggiature di film epocali ("Missouri", "Tom Horn") e dirigendo Peter Fonda in "92° all'ombra", tratto dal suo omonimo romanzo. Lo intervista Bruno Gambarotta.


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Italiano

L'incontro al Liceo Virgilio presentato da Bruno Gambarotta ha come protagonista Thomas McGuane. Scrittore e sceneggiatore di molti famosi film, solo due dei suoi libri, "Sporting Club" e "Il canto dell'erba", sono stati al momento tradotti in italiano. Gambarotta ne parla in modo entusiastico: le sue storie sono pervase da uno spirito grottesco, dove non si salva quasi nessun personaggio. Non risparmia battute all'autore, che ride divertito, e legge alcuni passi, che trovano il consenso del pubblico. Ci sono dei temi ricorrenti nei libri di McGuane, come la famiglia, il rapporto con la natura e con gli animali, la vita nei ranch, tutti mutuati dalla propria esperienza personale, visto che l'autore vive da quaranta anni in una fattoria ed è un grande amante della pesca. Quest'ultima è un vero e proprio rituale in America, perché è collegata anche con l'esplorazione del paesaggio. McGuane dice di riuscire a scrivere solo delle proprie esperienze: adatta la scrittura alla sua vita. Gambarotta sottolinea come le sue storie permettano di conoscere un'America inedita, come ad esempio quella dei vasti spazi del Montana, storie caratterizzate da un crescendo continuo e così pazzesche da sembrare credibili. Cita quella dell'uomo che si sveglia senza un rene dopo essersi ubriacato e chiede all'autore se è qualcuno della sua famiglia. McGuane si guarda nella camicia e rassicura tutti sul fatto di avere ancora entrambi i reni. Saluta infine il pubblico dicendo di essere stato molto influenzato da scrittori come Moravia e Pavese e di trovare sempre in Italia quel calore e quello spirito di aggregazione che in America gli sembrano più rari.

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