11/09/2010

I VAGABONDI PERSIANI DI GOOGLE READER


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interviste a cura di Alberto Negri

Segnalare articoli, aggiornare i blog, far girare idee e informazioni. Se le piazze pubbliche, i giornali, i teatri, le università sono impraticabili, gli spazi virtuali offrono grandi opportunità di movimento e di confronto a chi vuole esprimersi liberamente in Iran. Con alcuni di questi coraggiosi protagonisti della vita civile e culturale iraniana cercheremo di entrare direttamente in contatto nei giorni di Festivaletteratura, in modo da raccogliere in tempo reale una testimonianza da chi ancora vive e svolge la propria attività all'interno del paese. Conduce gli incontri Alberto Negri, giornalista ed autore di "Il turbante e la corona".

Per questioni legate ad eventuali difficoltà di collegamento internet o telefonico o per altri motivi indipendenti dalla volontà di Festivaletteratura, questi incontri potranno essere soggetti a modifiche o annullamenti.


L'evento Vagabondi Persiani di Google Reader ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma. Era prevista la presenza di Alberto Negri, sostituito da Francesca Caferri. Non era previsto l'intervento di Jasmine Nassir.

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Italiano

Un Iran in cui più del 50% della popolazione è sotto i 30 anni, un Iran fatto di musica, poesia e giovani, di feste clandestine e social network, di ironia e codici.

Questo è l'Iran di cui ci raccontano oggi, nell'incontro "I vagabondi persiani di Google Reader", alle 19:00 in Piazza Alberti, alcuni studenti iraniani, che già abbiamo avuto la possibilità di conoscere durante gli eventi di Iran 2.0.
In diretta da Istanbul la voce di Alberto Negri, inviato speciale del "Sole 24 Ore", ci giunge per tentare di dare una risposta alla domanda che Francesca Caferri, giornalista di "Repubblica", gli pone: «Dove sta andando l'Iran oggi?».
È questo il quesito che dà il via a una riflessione ampia e profonda, che va a toccare temi di una scottante attualità.
Si finisce a parlare del colpo di stato del 12 Settembre 1980, delle minoranze al potere che controllano quasi il 60-70% delle attività economiche, la magistratura, la polizia e l'esercito. Minoranze che censurano una libertà che i giovani riescono però a riprendersi ugualmente, grazie ai codici contenuti in libri e film, che solo loro riescono a comprendere, grazie a feste private, che sopperiscono la mancanza di locali e pub, e grazie all'ironia, che permette loro di affrontare la vita di ogni giorno, con un sorriso che però continua ad avere un retrogusto amaro.

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