08/09/2011

LINGUAGGIO PUBBLICO E SAPERE AFFETTIVO

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Secondo il filosofo Pietro Barcellona, «il sapere è sempre stato affettivo: oggi emerge l'urgenza di riscoprirne il valore in contrapposizione alla conoscenza asettica, neutrale, oggettivante e disumanizzante dei saperi contemporanei». Di contro, il controllo delle passioni è stato al centro di una lunga tradizione filosofica e che attraverso l'astrazione ha permesso di esercitare una forma di dominio. Solo dalla dimensione affettiva di relazione può partire un rinnovamento nella sfera politica, sgombrando il campo dall'arroganza delle frasi fatte e dei concetti astratti a favore di un reciproco riconoscimento nell'ascolto. Barcellona, autore di "Il sapere affettivo", si confronta su questi temi con l'epistemologa Franca D'Agostini ("Verità avvelenata").

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In un momento come questo, segnato da trasformazioni epocali che hanno inciso profondamente sul nostro modo di pensare e leggere la realtà che ci circonda, il nostro linguaggio ha più bisogno di riscoprire la forza dell'affettività o quella della ragione e della logica? Ritrovare una 'parola forte' che sappia 'rispecchiare' il mondo è l'obiettivo messo a fuoco da entrambi i relatori oggi a palazzo Aldegatti, Pietro Barcellona e Franca D'Agostini, che hanno proposto però due strade nettamente diverse per giungere a quel punto. Per Barcellona, autore de "Il sapere affettivo", la verità per essere comunicata ha bisogno delle relazioni e del pathos. Per l'epistemologa D'Agostini, invece, talk show e trasmissioni televisive varie ci dimostrano piuttosto come oggi l'emotività sia troppo spesso strumentalizzata per allontanare dalla conoscenza del vero; unico modo per recuperarla è la scelta del logos: insegnare logica in tutti gli ordini di scuole, in modo che il dunque di un'affermazione come «il ministro ha rubato dunque deve dimettersi» sia al contempo nesso logico chiaro a tutti e messaggio etico e civile condiviso. Posizioni antitetiche dunque, ma che avvertono con pari urgenza la necessità di trovare una soluzione ad un problema fondamentale per il nostro vivere nella nostra contemporaneità.
Pathos o logos quindi? Impossibile prescindere interamente dall'uno piuttosto che dall'altro; quale debba essere il canale a cui dare più importanza resta ancora da discutere!

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