09/09/2011

COME SAREMO NEL 2020?

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La posta in gioco della passata società industriale consisteva nell'accaparrarsi la maggiore fetta di ricchezza. La posta in gioco dell'attuale società postindustriale consiste nella capacità di progettare il futuro. Se non siamo capaci di progettare il nostro futuro, altri lo progetteranno per noi o contro di noi. Ma, per progettare il futuro, occorre prevederlo, descrivendone lo scenario. E lo scenario 2020 è quello che Domenico De Masi, docente di Sociologia del Lavoro all'Università La Sapienza di Roma, contribuirà a delineare facendo riferimento ai risultati di una sua ricerca condotta in Brasile, in Cina e in Italia, per individuare come evolveranno la demografia, la tecnologia, l'economia, il lavoro, il tempo libero, l'etica, la cultura.

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Come saremo nel 2020? Alla chiesa di San Maurizio, Domenico de Masi tenta di rispondere utilizzando i risultati dei suoi studi.
Il relatore ci racconta dei divari impressionanti tra gli stipendi dei dirigenti e quelli degli operai ma che, nonostante ciò, la percezione delle classi sembra scomparsa. «Allora tutti abbiamo lo yacht» ironizza. 
E allora cosa fare? Bisogna progettare il futuro, almeno a grandi linee. L'Italia non lo sta facendo e ne paga le conseguenze. Come si è arrivati a certe conclusioni? Il sociologo ha analizzato dieci variabili e insieme al pubblico, oggi, le ha analizzate per spiegarci cosa ci accadrà. Ci aspettano nuove strategie per il risparmio energetico, sviluppo tecnologico, rilancio dei paesi in via di sviluppo; ma c'è anche l'altra faccia della medaglia: l'Africa sarà sempre poverissima, la popolazione aumenterà ancora, la disoccupazione sarà una piaga così come l'obesità.
Alla fine De Masi, che ha incantato la platea, ci consiglia di essere 'verdi', acerbi e pronti a cambiare.

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