09/09/2011

LA VIA DELLA MISTICA COME NUOVA POLITICA

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Secondo la teologa Antonietta Potente, nella sua connotazione più profonda la mistica è il desiderio di essere protagonisti nella storia osando un altro modo di avvicinamento al mistero. «Quando parlo di mistica politica», afferma Potente, «mi riferisco all'esperienza consapevole di coloro che vivono stando dentro»: stare dentro è una disposizione opposta alla superficialità, alla distanza o alla superiorità: significa stare dentro quello che accade, dentro le relazioni e la comprensione delle cose per riuscire a cogliere il senso profondo della vita e degli avvenimenti. Il quotidiano è, per l'autrice di "Un bene fragile", l'unico spazio etico in cui possono nascere le risposte ai grandi quesiti che ci pone la contemporaneità. La incontra Andrea Vitullo ("Leadershit").

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Affrontare il tema della politica unendolo ad un percorso mistico non è affatto semplice. Questa suggestiva sfida al pubblico del Festival è stata lanciata da Antonietta Potente, suora domenicana missionaria e filosofa, e Andrea Vitullo, esperto di formazione e management. Sotto le suggestive navate della Chiesa di San Maurizio gli autori presenti hanno amato definirsi, immediatamente, due inquieti; l'inquietudine è un stato dell'anima che caratterizza il mondo attuale difficilmente comprensibile e pieno di contrasti e paure. Ma l'inquietudine è ciò che in questo periodo di transizione unisce gli uomini e li rafforza nella convinzione di costruire qualcosa. «I legami non sono formati dall'egocentrismo, dal potere, ma dall'inquietudine che è la condizione senza la quale non possiamo costruirci il nostro percorso», ha detto la Potente.
Siamo in un momento difficile ma bellissimo, dichiarano i due intellettuali, in cui una nuova politica si può costruire attraverso la mistica. Una mistica non puramente religiosa, una mistica laica che non è altro che la dimensione di colore che 'stanno dentro', dentro le cose e le persone, in contrasto con gli indifferenti e i superficiali. Dove il capitalismo ha fallito e ci ha bloccato dobbiamo creare una nuova visione del mondo. Una visione si badi bene, non un modello, poiché il concetto tradizionale di modello è fallito e non possiamo più contare su di esso; i contorni dell'umanità si sono aperti, l'unica possibilità concreta, per la Potente, è 'ricrearci in un altro modo'.
Vitullo s'inserisce nel pensiero della pensatrice domenicana riflettendo sulla crisi delle figure dei leader politici, incapaci di rispondere alle esigenze dei loro popoli. Le riflessioni dei due si sono unite in un affascinante percorso d'approfondimento sui problemi della comunità globale: Potente e Vitullo hanno offerto spunti e stimolato domande, con l'eleganza intellettuale di lasciare ad ognuno dei presenti la ricerca di una personale risposta.

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