09/09/2011

Tim Parks con Stefano Salis

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Da anni residente in Italia, dove insegna traduzione letteraria presso lo IULM di Milano, l'inglese Tim Parks ha all'attivo decine di pubblicazioni, che spaziano dalla fiction ai manuali per aspiranti traduttori. Autore prolifico, in grado di rievocare le gloriose pagine della storia fiorentina del '400 nel saggio "La fortuna dei Medici", o di entrare nella cinquina dei finalisti del Booker Prize con Europa, negli ultimi tempi non ha fatto mistero di una forte predilezione per la cultura indiana, confluita in testi come Insegnaci la quiete e "Sogni di mare e di fiume". Lo incontra il giornalista Stefano Salis.

L'evento 120 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma. Originariamente il suo svolgimento era previsto presso Palazzo San Sebastiano.

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Alla Loggia del cortile d'onore il protagonista è Tim Parks, e il suo 'Virgilio' sarà Stefano Solis, giornalista de "Il sole 24 ore".
Lo scambio di battute all'esordio dell'incontro fa sorridere perché si parla di prostata che altro non è che il filo conduttore che unisce due opere dello scrittore: "Insegnaci la quiete" e "Sogni di mare e di fiume". Parks ha sofferto di problemi proprio in quell'ambito e senza vergogna lo racconta con ironia. Racconta, poi, dei viaggi in India e dell'incontro con un medico indiano che gli ha aperto gli occhi. Gli ha spiegato che il dolore fisico fa parte di un tormento interiore che lo porta a non godersi ciò che fa perché pensa a come raccontarlo mentre lo vive.
Parks conclude con una verità disarmante: «Parlando con un insegnante di meditazione mi sono reso conto che spesso i problemi non sono gravi e unici ma siamo noi a desiderarlo per sentirci tali».

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