09/09/2011 - Pagine Nascoste

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Evento ripetuto

di Martin Scorsese, USA, 2010, 82'

Diretto nello stile inimitabile ed energico dei suoi primi documentari, il film di Scorsese ci introduce alla figura di Fran Lebowitz, arguta polemista newyorkese, venuta alla ribalta quando, ancora sconosciuta scrittrice, Andy Warhol le affidò una rubrica sul suo mensile "Interview". Oggi ha legioni di fan che adorano il suo spirito pungente e la sua abilità nel parlare a ruota libera di ogni argomento: sesso, razzismo, diritti dei gay, divieti di fumo, turisti, e della sua amata New York, che «era meglio negli anni '70 non perché fosse più sicura, ma perché era più a buon mercato». Dopo tanti articoli e antologie di successo, ha sviluppato un ormai leggendario e pluridecennale blocco dello scrittore, su cui è lei la prima a scherzarci sopra.

In collaborazione con Il Cinema Ritrovato, Bologna.

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Il documentario che Martin Scorsese ha dedicato alla scrittrice e polemista american a Fran Lebowitz è l'ultimo lavoro del grande regista: uscito nel 2010 negli USA, è alla sua seconda proiezione italiana dopo quella bolognese del 'Cinema Ritrovato'. Una riproposizione interessante per Festivaletteratura, un documentario che coglie in 82' un'esistenza e le sue sfumature. Fran Lebowitz, definita oggi la nuova Dorothy Parker, autrice che lei stessa afferma d'ammirare molto, ha una personalità vulcanica: 'artista della parola', partecipò alla celebre rivista di Andy Warhol "Interview" ma non pubblica un libro dal '79, fatta eccezione per "Mr. Chas and Lisa Sue Meet the Pandas", fiaba per bambini e attualmente unico volume tradotto in Italia sotto il titolo di "Due panda a New York". Scorsese racconta quest'autrice attraverso le sue stesse parole, grazie ad una lunga chiacchierata in cui Fran rivela l'amore per la città di New York - che dal 1969 la accoglie -, la grande vitalità artistica che la animava negli anni '70, e la nostalgia per le cose andate con grande autoironia e arguzia, con uno sguardo profondo e cosciente sulla realtà. Le sue battaglie civili contro l'indisciplinato turismo newyorkese, per i diritti degli omosessuali e per la politica, ma anche per il suo vizio del fumo rivivono nella lucidità comica con cui Fran ha affrontato la vita; dice di non possedere mezzi di comunicazione di massa, e che l'unico modo per vivere la 'grande mela' sia mangiarsela, camminando per la strada, o vagando - cosa unica per New York - con una vecchia berlina simile al taxi guidato dal protagonista di "Taxi Driver". L'omaggio già degno che Scorsese fa a questa grande autrice sta però nella colonna sonora scelta per il documentario: inserti che vanno dal grande Serge Gainsbourg di "New York USA" sino a ripescare il jazz d'autore, con "You're the top" di Cole Porter. Scorsese paragona infatti Fran Lebowitz ad una musicista di jazz perché «i suoi dialoghi sono come una jam session» in cui di certo non sai mai quale risposta aspettarti.

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