10/09/2011

SULLE TRACCE DI BOB DYLAN. Storia confidenziale degli anni d'oro del Greenwich Village

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Il movimento folk del Greenwich Village è la voce musicale della controcultura americana che si sviluppa a cavallo tra anni '50 e '60 e che attrae a New York migliaia di giovani americani, tra cui un esordiente Bob Dylan, non ancora assurto alla fama planetaria di cui tuttora gode. Di questo movimento che ha segnato la storia della musica leggera, il critico rock Greil Marcus ("Tracce di rossetto"; "Bob Dylan. Scritti 1968-2010") è stato uno dei più acuti cronisti e interpreti. In compagnia di Carolyn Hester e Riccardo Bertoncelli, lo storico collaboratore di "Rolling Stone" ripercorrerà le glorie e le vicissitudini di una generazione che 'bussava alle porte del paradiso'.

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Su Bob Dylan non si finisce mai di scrivere. La sua opera appartiene alla cultura folk-rock americana, la sua musica e le sue parole continuano a germogliare in tutto il mondo.
 Greil Marcus, giornalista folgorato da Dylan dal 1963 e Carolyn Hester, amorevole folksinger che ha dato la possibilità a Dylan di suonare durante i suoi primi inizi si sono trovati parlando delle loro esperienze al Conservatorio Campiani dando vita ad un'evento interessante e piacevole.
 «Ho visto suonare Dylan a Boston, presso il club47. L'ho visto provare le sue canzoni seduto a un tavolo da picnic, con John Hammond, (futuro produttore) che non riusciva a staccargli gli occhi di dosso» ricorda la donna.
 Greil Marcus invece, ricorda con perfetta lucidità il suo primo incontro con Mr. Zimmerman: «Era il '63, ascoltavo diverse band allora, una sera si presenta questo ragazzetto pallido che intonava 'il mio nome non significa nulla, la mia età nemmeno'»; 
«Per me è una persona come altre, ma nelle sue canzoni trovo un senso di drammaticità unico riguardante la storia degli Stati Uniti d'America
».
; «C'è gente che addirittura passa al setaccio tutte le sue canzoni, per trovare saggezza». 
L'incontro è proseguito parlando di come Dylan vorrebbe cancellare, sviare, quelle sue musiche, quegli album confusi e incrociati dal 1967 al '97.
È dall'album "Time out mind" che Bob Dylan riscopre la forza di quei vecchi pezzi folk che cantava da giovane, rielaborando e rianalizzando il passato artistico, come nessun altro autore di canzoni al mondo sa fare.
Il finale con scroscio di applausi ha reso solenne l'evento, colmo di sessantenni dylaniani.
 Il conduttore Riccardo Bertoncelli ha salutato complimentandosi con i due ospiti, valorizzando la musica della Hester e l'incommensurabile critica musicale di Greil Marcus.

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