10/09/2011

BLUMERFRIENDS. Esercizi fisici di architettura e design

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Qual è lo strumento che avvicina più l'uomo alla sua libertà interiore? Lo scalpello, almeno secondo Riccardo Blumer. Per l'architetto e designer svizzero, al di là delle meraviglie delle nuove tecnologie, c'è un rapporto con il mondo che passa inevitabilmente attraverso la materia. Se perdiamo questo tipo di rapporto perdiamo la misura della realtà e senza questa relazione fisica con il mondo non c'è più creazione artistica. Blumer - insignito di numerosi premi quali il Design Preis Schweiz e il Compasso d'Oro - terrà uno dei suoi Esercizi fisici di architettura e design, forma variabile tra lezione/atélier/laboratorio per una ricerca indirizzata agli aspetti creativi. Lo introduce l'architetto Beppe Finessi.

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Nel maestoso e spettacolare scenario del Teatro Bibiena si è svolto "Blumer&friends", esercizi fisici di architettura e design.
«È una persona che riesce ad amare così incondizionatamente i materiali da riuscire a sfruttarli al meglio». Così Beppe Finessi accompagnato da Matteo Borghi e Claudia Raisi descrive e introduce Riccardo Blumer, che è riuscito ad appassionare il pubblico con annotazioni scentifiche apparentemente non collegabili e molto lontane dal mondo del design, divertendolo anche con simpatiche dimostrazioni.
 Blumer, infine, ha chiuso l'incontro dicendo «non so qual è la destinazione delle cose che faccio, so solo che mi piace qeusta strada». 

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