05/09/2012

TERZANI. PAROLE CONTRO LA GUERRA

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Il 7 settembre 2002 Tiziano Terzani intervenne a Festivaletteratura in occasione dell'uscita del suo libro "Lettere contro la guerra". Si sedette sul tavolo a gambe incrociate e incantò il pubblico per oltre un'ora con la sua straordinaria capacità di ragionare e raccontare. Lo spettacolo ricrea, attraverso le preziose immagini dell'archivio del Festival, l'atmosfera di quell'incontro. Alle parole di Terzani si intrecciano le musiche di Rita Marcotulli, al pianoforte, e le letture di Silvano Piccardi dai suoi libri.
 Regia di Silvano Piccardi, musiche di Rita Marcotulli.

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Sono passati dieci anni dall'ultima apparizione pubblica di Terzani a Mantova. In quell'occasione presentò il suo ultimo libro "Lettere contro la guerra", scritto prima del crollo delle Torri Gemelle e diventato subito dopo un messaggio di pace ancora più urgente da condividere, per Terzani.
Al teatro Bibiena, quell'incontro è stato ricordato tramite le immagini d'archivio del Festival, accompagnate dallle dolci note del pianoforte di Rita Marcotulli e dalle letture di alcuni brani tratti dai libri dell'autore e interpretati da Silvano Piccardi.
L'introduzione dell'evento è stata affidata alla moglie, Angela Staude e a Luciano Minerva che ha curato lo spettacolo. L'atmosfera era carica di emozione e il numeroso pubblico ha seguito rapito i ricordi su quest'uomo così «diverso», come lui stesso si definì.
Diverso perché si era allontanato da tutto e questo lo aveva aiutato a vedere le cose sotto una prospettiva diversa. Terzani parlò della brutalità della guerra, di come non possano esistere guerre giuste, rivolgendosi idealmente alla sua «innominabile coincittadina», Oriana Fallaci, colpevole di aver «incitato il cane a mordere dopo l'11 settembre, invece di avergli messo la museruola».
Soprattutto, Terzani parlò d'amore e di comunione, premettendo di non avere lezioni da dare e commuovendosi di fronte alla tanta gente presente che lo ascoltava rapita.
Disse che era difficile spiegare i propri libri e che non credeva di poter aggiungere di più rispetto a quanto scritto, ma gli premeva che arrivasse un messaggio di pace.
L'11 settembre doveva essere un punto di svolta, rappresentare l'occasione per fare la cosa giusta, deponendo le armi e mettendo la parola fine ai conflitti.
Purtroppo l'Occidente non ha avuto l'intelligenza di fare questo passo in avanti e la violenza ha nuovamente generato violenza. Per Terzani ogni uomo in sè racchiude il bene e il male ed è solo la coscienza a fare la differenza. Dubitare è una condizione essenziale del pensiero: è necessario prendere coscienza.
Luciano Minerva lo ricorda come un maestro, per il suo modo di sentire e di esprimersi.
Noi siamo felici che i suoi messaggi continuino ad essere ricordati e divulgati.

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