06/09/2012

Miriam Toews con Patrizio Roversi

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«Mi piace la determinazione dei teenager e il modo in cui sono coriacei e vulnerabili allo stesso tempo. Apprezzo quella sorta di terra di mezzo in cui vivono e credo che si tratti di un modo interessante di stare al mondo». Autentica rivelazione della narrativa canadese degli ultimi anni, Miriam Toews mette sempre al centro dei suoi romanzi ("In fuga con la zia", "Irma V.") le storie disperate di ragazzi che cercano a fatica un posto nel mondo e negli affetti di chi hanno intorno, scrivendo con una freschezza e una vis comica che suscitano inevitabilmente empatia nel lettore. Dialoga con la Toews Patrizio Roversi, lettore non per caso.

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Si abbassano le luci al Teatro Ariston e ha inizio il dialogo tra Patrizio Roversi e Miriam Toews, scrittrice canadese rivelazione autrice di "In fuga con la zia", "Mi chiamo Irma Voth", "Un complicato atto d'amore". Guidato dalla simpatia di Roversi comincia allora un viaggio alla scoperta della poetica e della vita di questa autrice, i cui libri sono stati descritti come tragici, ironici, paradossali e cinici insieme. Si parte dalla particolarità della sua scrittura, così minimalista eppure così densa, così semplice e così pregnante. Il mondo tostissimo, come l'ha definito Roversi, nel quale la Toews catapulta il lettore lo trascina in un flusso di eventi dal ritmo spigliato, descritto senza punteggiatura, che toglie il fiato e trasporta lontano. Ed è proprio il viaggio uno dei temi principali delle opere della Toews, il viaggio vissuto come fuga, ma anche come metafora di vita: la rappresentazione di una condizione nella quale si è costretti a vivere esperienze impensabili e imprevedibili, e a dover risolvere questioni anche legate alla sopravvivenza. Esattamente questa sorta di cammino sul filo del rasoio, a cavallo e al limite tra due realtà, costituisce il cuore dei lavori di Miriam Toews. Un cammino al limitare tra due mondi che possono essere quelli dell'infanzia e dell'età adulta, della sanità e della malattia mentale, del desiderio e del raggiungimento dell'amore. I personaggi della Toews infatti sono sempre ragazzi adolescenti (appunto in viaggio in una terra di mezzo, in quel periodo ricchissimo di sensazioni forti e contraddizioni), che proprio per il fatto di essere essi stessi casa di transizioni e di cambiamenti sentono con maggior intensità anche la drammaticità di ciò che accade attorno a loro. Le realtà contro cui si scontrano i ragazzi delle storie della Toews hanno spesso a che fare con le tematiche del disagio in famiglia, della malattia mentale, e della lotta per la propria libertà di espressione. Molte di queste problematiche sono in realtà rimandi ad esperienze dirette che l'autrice ha avuto nel corso della sua vita: cresciuta in una comunità di menonniti infatti, un gruppo religioso che si rifà al cristianesimo delle origini con influenze anabattiste e pacifiste, Toews ha poi vissuto con il peso di questo contesto, tradotto in un sentimento ambivalente (ancora, sul filo del rasoio) di gratitudine per una bella infanzia e di rabbia verso un mondo chiuso e contrario ad ogni desiderio di libertà ed espressione di sé. La ricerca della libertà è stata poi quella che le fece prendere la decisione di lasciare la comunità dalla quale proveniva per trasferirsi diciottenne a Montréal, città cosmopolita e realtà diversissima, nella quale si acuì ancor di più in lei la consapevolezza della necessità della scrittura. Grazie ad essa, come l'autrice stessa ha affermato, non soltanto le sue esperienze acquistano un senso, ma questa realtà di commedia e tragedia, gioia e dolore, terre di mezzo, trova finalmente la sua espressione.

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