07/09/2012

THE WRITING LIFE

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«We can't help but mythologize our experiences... it's natural». Starting from this potation by Amy Hempel, the Canadian writer Miriam Toews will discuss the meaning of the paths of life, coincidences and experiences for her work and writing in general.

L'incontro si terrà in lingua inglese senza traduzione.

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Inglese

La scrittrice Amy Hempel scrisse che non possiamo fare a meno di mitizzare le nostre esperienze. Partendo da questa citazione, la romanziera canadese Miriam Toews ci ha raccontato come il suo percorso di scrittrice l'abbia portata a lavorare soprattutto su opere di ispirazione autobiografica, quindi appunto al mitizzare la propria esperienza. I romanzi della Toews ("Un complicato atto d'amore", "In fuga con la zia", "Mi chiamo Irma Voth") prendono sempre spunto dalle sue esperienze personali di vita in famiglia e in comunità. Il contatto avuto con il disagio psichico ad esempio, che ha minato in modo profondo, tragico e indelebile la sua famiglia, fa sempre parte dei temi trattati nei suoi libri. Insieme a questo, centrali sono il tema della ricerca della libertà espressiva e il coraggio dell'autoaffermazione, molto cari alla Toews per via della sua esperienza in seno alla comunità religiosa dei menonniti, nel quale è cresciuta e dalla quale si è poi staccata molto giovane, lasciando in lei un sentimento di gratitudine per l'affetto ricevuto ma anche di rabbia per il taglio molto conservatore della loro dottrina.
Sono i frammenti della vita quotidiana quindi, dell'esperienza vissuta e sofferta, che piano piano vengono raccolti per prendere forma in una storia. Ciò tuttavia non significa che un romanzo sia un diario: le esperienze personali devono essere trasformate e trasfigurate perché diventino portatrici di un messaggio comprensibile da tutti. Mitizzare le esperienze: è proprio in questo modellare la vita quotidiana che la essa acquista universalità.
Riguardo allo scrivere storie ispirate direttamente alla sua vita, Miriam Toews ha raccontato di aver maturato reazioni differenti con l'andare del tempo. Inizialmente la paura di essersi esposta troppo le impediva di pensare di poter accogliere serenamente le critiche, ma pian piano, rendendosi conto di quanto le sue storie sanno trasmettere alle persone, la sensazione prevalente è stata quella di una grande liberazione, come se non ci fossero più segreti. In conclusione Miriam Toews ha aggiunto che dopotutto lo scrivere è un impulso un po' bambino che fondamentalmente ci impedisce di sentirci troppo soli, e il senso del redimere e trasformare le proprie esperienze sta in realtà nel nostro bisogno di trovare una forma e un sollievo alla vita turbolenta di cui tuttavia non vogliamo perdere nemmeno un'emozione.

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