05/09/2013

L'EPOCA D'ORO DELLA SCIENZA ARABA

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«Nelle descrizioni divulgative della storia della scienza si è soliti mostrare una linea temporale che, nel periodo compreso tra l'antichità greca e l'Europa rinascimentale, non mostra alcun progresso significativo in campo scientifico. In realtà, per più di 700 anni, la lingua internazionale della scienza fu l'arabo». Nel IX secolo viene fondato uno dei centri scientifici più imponenti della storia dell'umanità, il Bayt al-Hikma, o Casa della Saggezza, dove numerosi intellettuali lavorano alla traduzione e al commento di opere greche e indiane di matematica, medicina e astronomia, ponendo le basi per lo sviluppo della scienza moderna. Jim Al-Khalili, studioso di fisica teorica e autore di "La casa della saggezza", ripercorre questa straordinaria avventura culturale dialogando con il matematico Pino Rosolini.

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Visitato in sogno da Aristotele, il califfo Al-Ma'mun, figlio del celebre Harun al-Rashid, che molti ricorderanno dalla lettura de "Le mille e una notte", intraprende la costruzione di uno dei più imponenti centri di cultura che la storia umana abbia mai conosciuto. E' dedicato all'epoca d'oro della scienza araba il nuovo libro di Jim al-Khalili, presentato quest'oggi in un'affollata Aula Magna dell'Università di Mantova. Di madre inglese e padre iracheno, Al-Khalili nasce in quella stessa Baghdad che attorno all'anno 1000, in pieno Medioevo da una prospettiva europea, diviene il centro della cultura scientifica mondiale, grazie all'insediamento della dinastia degli Abbasidi. È il periodo di massimo fulgore, con l'unificazione di tutte le scienze sotto un'unica lingua, l'arabo, e la traduzione dal latino dei più importanti testi di fisica, astronomia, matematica e filosofia dell'Antichità. Una straordinaria convergenza di culture - islamica, cristiana e persiana, che ha prodotto figure illustri a noi pressoché sconosciute, come al-Biruni, matematico e astronomo contemporaneo di Avicenna, che riuscì a determinare la circonferenza terrestre con un'approssimazione di circa l'1%. Nota con il nome di Bayt al-Hikma, ovvero la Casa della saggezza, l'opera di al-Ma'mun era una biblioteca, un luogo dove si traducevano e copiavano i testi, un'accademia. Polo culturale a tutti gli effetti, come la Biblioteca di Alessandria per il mondo ellenistico, Bayt al-Hikma era del resto sotto la responsabilità di al-Khwarizmi, autore del primo libro di algebra della storia, grazie al quale vengono introdotti nel mondo occidentale la notazione posizionale e il numero zero. Provocato da Pino Rosolini, docente di logica matematica all'Università di Genova, al-Khalili ci racconta anche di come la religione islamica abbia fortemente incoraggiato lo sviluppo della scienza, per lo meno agli inizi, fino alla distruzione di Baghdad da parte dei Mongoli e la progressiva frammentazione dell'impero ottomano. Parentesi fra la civiltà classica greco-romana e il Rinascimento europeo, l'epoca d'oro della scienza araba ci rammenta di come il pensiero scientifico e culturale occidentale sia in debito, più di quanto comunemente si pensi, con il mondo arabo.

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