07/09/2013

SE L'ITALIA PIÚ GIOVANE NON SI RASSEGNA

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Disoccupazione che cresce, cervelli in fuga, paese bloccato. È la litania quotidiana con cui si raccontano, un po' stancamente, le prospettive di lavoro per i giovani nel nostro paese, con buona parte di verità, ma anche con un po' di pigrizia. Ma al futuro si deve pensare, e al di là degli eventuali macro-interventi delle istituzioni politiche ed economiche, ci sono alcune efficaci micro-azioni che i ragazzi e le ragazze che si affacciano alla vita professionale possono tentare, con la speranza di realizzare i propri obiettivi e per il bene di tutti. Beppe Severgnini ("Italiani di domani"), con l'aiuto straordinario di Ivano Fossati, prova a dare qualche consiglio.

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Italiano

Una manciata di 'T' per salvare i giovani. È la formula di Beppe Severgnini, illustrata appieno nel suo ultimo libro "Italiani di domani", che mette insieme Talento, Tenacia, Tempismo, Tecnica, Terra (e altre 'T-soluzioni') per suggerire ai giovani come uscire dall'impasse della crisi, verso i quali esprime una fiducia di morantiana memoria: «I ragazzi sono quelli che ci tireranno fuori dai guai». Tutto questo, al fianco di uno che, i giovani, ha saputo farli sognare anche quando sono cresciuti: Ivano Fossati.
Per combattere una situazione di cui non si ha colpa, però, bisogna essere ben consapevoli delle proprie potenzialità, dei propri limiti e degli errori da non commettere.
È importante «essere brutali», hanno detto, tanto nel riconoscere il proprio talento quanto nel riconoscerne l'assenza. «Il talento si manifesta prestissimo, intorno ai 10-12 anni in un momento ben preciso, durante un'occasione o un evento particolari - ha detto il cantante - tutto il resto sono passioni. Io, inoltre, non credo nel talento incompreso: oggi è estremamente facile trovare una via per dimostrarlo. Più che altro, questo non deve diventare il proprio 'tutto': ma quanto è bello quando, di tanto in tanto, al talento si sostituisce la vita?».
La tenacia è, a sua volta, un talento da allenare: può riuscire a fare ottenere qualcosa anche a chi di talento non ne ha o non ne ha a sufficienza. La tenacia è in ogni caso un valore aggiunto: «C'è una generazione che ha dovuto mettere la propria barca in acqua durante la piena tempesta. Sono i ventenni, e i ventenni di oggi sono anagraficamente innocenti», ha detto Severgnini.
Ma è importante anche il tempismo, ovvero la capacità di riconoscere un'occasione nel momento in cui si presenta. Così come la tecnica, il saper fare una cosa o il riuscire a non fare troppi errori. Per esempio, nei colloqui di lavoro: «Ci sono alcune figure da non imitare affatto - ha detto Severgnini - la prima delle quali è il San Sebastiano, quello che arriva già abbattuto e depresso; poi c'è il Sanbitter, esageratamente frizzante e dalla confidenza immediata con tutti; poi c'è il San Tommaso, ovvero colui che chiede immediatamente quanto sarà pagato, quante ore dovrà lavorare, se avrà questo oppure l'altro 'benefit' e così via; infine, una categoria esclusivamente per le donzelle: da evitare quindi il tipo di donna che non ha compreso la differenza tra l'abbigliamento da discoteca e quello da colloquio di lavoro, che chiameremo la Santanché». Ma più in generale, bisogna tenere presente che «questo è un paese che sa pensare con le mani e va valorizzato anche per questo». E ancora: la terra come valore originario da non rinnegare, di qualunque misura o zona geografica sia.
Una ricetta vera e propria dagli ingredienti ben dosati: speriamo non siano troppo lunghi i tempi di cottura...

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