08/09/2018

SECOLI DI LIBRI E RIVOLUZIONI

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Chi ha indagato a fondo la storia culturale del Settecento sa bene quanto in essa germinino alcune questioni fondamentali tuttora all'ordine del giorno: la libera circolazione delle idee, i saperi enciclopedici, la pubblicistica ufficiale e clandestina, la perenne tensione tra autoritarismo e libertà d'espressione, lo statuto della cultura popolare. Tra le cattedre universitarie ad Harvard e Princeton, gli scaffali di biblioteche e archivi e le pagine di gioielli come Il bacio di Lamourette, L'età dell'informazione, Il grande affare dei Lumi e il recente I censori all'opera, lo storico statunitense Robert Darnton ha veramente dato prova di possedere «la curiosità investigativa del reporter di razza, la scrupolosità dello studioso e la sensibilità del romanziere», come scrisse di lui il critico Stanley Hoffmann. Il suo avvincente viaggio a cavallo dei secoli, nella giungla di pamphlet, gusti e sensibilità letterarie, vicende poco note e sistemi di potere, è oggetto di questo freschissimo incontro all'ultimo libro con lo scrittore e bibliofilo Hans Tuzzi (La vita uccide in prosa).

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