09/09/2018

LA CULTURA TRADITA DAGLI INTELLETTUALI

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Siamo disorientati perché la nostra società postindustriale – a differenza di tutti i sistemi sociali precedenti – è nata per germinazione spontanea, senza un compiuto modello teorico di riferimento. Oggi che l'egemonia della cultura scientifica e informatica su quella sociale e umanistica comporta la disponibilità di mezzi potentissimi mentre i fini restano imprecisati, l'esigenza irrisolta di una cultura politecnica viene soddisfatta dai media attraverso il vaniloquio dei talk show e dal giornalismo, attraverso l'apparente onniscienza dell'approssimazione. Un numero esiguo di grossisti della cultura filtra la realtà secondo il proprio tornaconto e la impone, edulcorata, alle masse telespettatrici, le quali la masticano e la sputano attraverso i social media, condividendo il potere finalmente democratizzato di divulgare il falso. Ma, come nel Settecento, per una eterogenesi dei fini riemerge il sospetto che nella nostra società, ghiotta di riforme, le riforme non bastino più.

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