CHIARA LA RAGIONE DELLA NOSTRA LOTTA

Ferruccio Parri, primo presidente del Consiglio dell'Italia liberata, pronunciava queste parole al teatro Eliseo di Roma nel maggio del 1945; quest'anno ricorre il 75° anniversario della liberazione dal nazifascismo: ha senso parlare ancora oggi di destra, sinistra e antifascismo? Senza retorica alcuna, la risposta prova a darla lo storico e divulgatore Carlo Greppi (L'antifascismo non serve più a niente): "Se l'antifascismo storico è finito, non sono affatto superate le sue ragioni, le sue convinzioni, né devono esserlo le sue riflessioni e le sue pratiche contro ogni forma di torsione verso regimi criminali". Riportare all'attenzione una pagina decisiva della storia italiana, che Greppi analizza in 25 aprile 1945, diventa un utile esercizio di memoria opposto ai processi di allontanamento, e d'altra parte il mestiere dello storico consiste nel portare avanti il testimone della ricerca, anche una pagina alla volta, dovesse essere necessario. Come scriveva Calvino in Il sentiero dei nidi di ragno: "Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti".

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