Bertelli, Gualtiero

Persona

Cresciuto in una famiglia operaia, Gualtiero Bertelli si occupa subito di politica e poi di ricerca sulla musica popolare veneta e comincia a scrivere canzoni, influenzato anche dall'ascolto dei dischi di "Cantacronache". I suoi primi testi sono in veneto. Bertelli è infatti profondamente radicato nel suo ambiente sociale e politico. Parla, scrive e canta in dialetto - che non è però un ostacolo alla diffusione e alla comprensione delle sue canzoni - ricorrendo all'italiano quando il discorso si allarga e quando riguarda persone e situazioni al di fuori del contesto in cui le canzoni nascono. Il suo dialetto non è solo la lingua dei vecchi, della marginalità sociale, ma anche della classe operaia, privo di tonalità pittoresche, una lingua che esprime una cultura di opposizione e di lotta. Mette in scena nel 1967, con il Canzoniere Popolare Veneto, lo spettacolo popolare "Tera e aqua". Da quel momento scrive varie canzoni di successo, come ad esempio "Nina", e collabora anche con la Compagnia teatrale Nuova Scena gruppo n.5, per cui compone le musiche di vari spettacoli; nel 1973 partecipa con il Nuovo Canzoniere Veneto alla V rassegna "L'altra Italia" presentando "Marghera: un popolo diventa classe", rappresentazione popolare con canti tradizionali, nuove canzoni, materiali visivi e sonori. Nel 1980 Bertelli si presenta come indipendente nelle liste del PCI alle elezioni amministrative di Mira, suo Comune di residenza e di lavoro, e viene eletto consigliere comunale, poi assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione. Dal 1985 lavora poi all'IRRSAE del Veneto occupandosi, fino al 1994, di formazioni di insegnanti e dirigenti scolastici in servizio e nel 1987, dopo un silenzio di sette anni, in occasione della pubblicazione del suo nuovo LP "Barche de carta", targa Tenco 1987, riprende la sua attività concertistica da solo o con diverse formazioni musicali. Dal 1999 ha ripreso con buona continuità l'attività concertistica, che realizza con il contributo creativo e tecnico del pianista Paolo Favorido.

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Bibliografia

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