Borghi, Enrica

Persona

Enrica Borghi al Festivaletterature 2016 - ©Festivaletteratura

Dopo gli studi all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, Enrica Borghi inizia la sua attività espositiva nella prima metà degli anni Novanta, utilizzando come mezzo espressivo la fotografia e creando installazioni realizzate con materiali di recupero. Nel '95, alla Galleria Alberto Peola di Torino, presenta abiti femminili realizzati con sacchetti da supermercato, etichette e carta da confezioni, come anche una serie di "Veneri" ricoperte di unghie finte e piume, o ornate di bigodini e bottoni automatici. Nel '97 partecipa alla mostra "Quando i rifiuti diventano arte" - curata da Lea Vergine al Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto - ed è premiata a Torino dall'Associazione Arte Giovane. La sua ricerca artistica s'incentra da allora sull'uso di materiali di recupero attinti da quello che convenzionalmente viene considerato l'universo femminile. L'attenzione sia per i materiali di recupero che per la componente onirica del mondo domestico sono le tematiche a cui fanno riferimento installazioni come "La Regina. Installazione per i bambini", lavoro che l'artista ha espressamente realizzato per il Castello di Rivoli. Nel 2005 ha fondato ad Ameno, sul lago d'Orta, l'associazione culturale Asilobianco, «un osservatorio permanente sulla cultura contemporanea e un laboratorio di sperimentazione artistica». Tra le mostre personali degli ultimi anni si segnalano: "Sexy plastic" (Istanbul, 2014) "Cristal dream" (Prato, 2014) e "Déchet" (Parigi, 2016).

After studying at the Accademia di Belle Arti di Brera in Milan, Enrica Borghi started exhibiting her work in the early 1990s, using photography as an expressive medium and creating installations made with recycled materials. In 1995, at the Galleria Alberto Peola in Turin, she presented women's clothing made from supermarket banks, labels and packaging, as well as a series of "Venus" covered with fake nails and feathers, or adorned with rollers and stud buttons. In 1997, she took part in the exhibition "Quando i rifiuti diventano arte" - curated by Lea Vergine at the Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto - and was awarded by the Associazione Arte Giovane in Turin. Her artistic research has since focused on the use of recycled materials as well as those that traditionally come from what is considered the female universe. The attention to both recycled materials and the dreamlike component of the domestic world are referenced in installations such as "La Regina. Installazione per i bambini", a work which was specifically made for the Castello di Rivoli. In 2005, she founded the cultural association Asilobianco in Ameno, on Lake Orta, "a permanent observatory on contemporary culture and a workshop for artistic experimentation-" Among her recent solo exhibitions are: "Sexy plastic" (Istanbul, 2014) "Cristal dream" (Prato, 2014) e "Déchet" (Paris, 2016).

Bibliografia

"Enrica Borghi", Azzurra, 1992
"Enrica Borghi. La regina", Castello di Rivoli, 1999
"Borghi in fashion", a cura di Massimo Melotti, Essegi, 2000
"Zapping in love", Duet, 2002
"Biò by Enrica Borghi", Studio d'Arte Raffaelli, 2004
"EB. Art contemporain, architecture, décoration, arts, design", Nice Musees, 2005
"Enrica Borghi. Rosa, rosae, rosam", a cura di Giovanna Nicoletti, Galleria Civica G. Segantini, 2006
"Enrica Borghi", a cura di Giovanna Nicoletti, AsiloBianco, 2013