05/09/2002

LE STORIE SONO DI TUTTI


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Wu Ming ('anonimo' o 'non famoso' in cinese mandarino) è un collettivo di narratori fondato a Bologna nel gennaio 2000, composto al momento da cinque persone i cui nomi anagrafici non rivestono alcuna importanza. Wu Ming ritiene che le storie siano «asce di guerra da disseppellire» e scava nel terreno fertile delle intersezioni tra Storia e Mito. L'ultimo libro pubblicato dal gruppo è "54", accolto da un grande succeso di pubblico. Al Festival Wu Ming presenta il proprio progetto di scrittura collettiva e di narrazione aperta.


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Raccontano, i Wu Ming. Raccontano, raccontano, raccontano: Palazzo d'Arco è invaso da un fiume impetuoso di parole. Gli spettatori vengono imbrigliati nel mito, il mito classico: davanti agli occhi si materializzano Edipo e Icaro, Apollo, Sansone e Achille, Gesù Cristo. Tante storie prendono corpo nell'aria: storie apparentemente senza capo né coda né messaggio, in realtà una massa di frammenti da cui rinascerà un nuovo mondo. Perché questa è la funzione del mito, del racconto: «fare a pezzi i mondi mitologici per farne di nuovi con i frammenti rimanenti», dice Wu Ming 1. È un racconto continuo, compulsivo e libero, quello che ci presentano i Wu Ming: insegnano che non è l'uomo che decide di raccontare, sono le storie stesse che hanno bisogno di essere raccontate, e ci sbattono casualmente addosso per essere conosciute e tramandate. Le storie viaggiano, non si esauriscono mai. Non importa chi le racconti, l'importante è che vengano raccontate: le storie sono di tutti.

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