06/09/2002

CHE CI FA KURT COBAIN IN UN ROMANZO ITALIANO?


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Tommaso Pincio è scrittore già noto da tempo ai lettori più attenti. Con il recente romanzo "Un amore dell'altro mondo" ha attratto l'attenzione di molti altri grazie anche alla presenza, nella storia, di un mito come lo scomparso leader dei Nirvana, riuscendo nel contempo a dividere la nuova critica italiana come forse non succedeva da tempo. Ne parlano l'autore e due critici letterari.


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Italiano

Sembra teso, non tranquillo, Tommaso Pincio, l'autore 'culto', che si cela dietro ad uno pseudonimo che richiama il ben più famoso autore americano e il suo luogo di nascita, nel presentarsi al pubblico mantovano. Ha scritto solo tre opere, ma si è saputo conquistare un piccolo e agguerrito gruppo di fedelissimi, e fans di Kurt Cobain, l'indimenticato poeta del male di vivere, a cui Pincio ha dedicato la sua ultima opera. Quando Trevi passa il microfono a Pincio l'atmosfera cambia: parte lento, raccontando il suo libro, e poi si lascia andare dando vita a un incontro molto intimo, quasi familiare, in cui ci parla di una ragazza 'fatta' che ha conosciuto nel suo recente viaggio in Thailandia, del suo rapporto con Cobain, rievocando la sua infanzia e adolescenza nella dura realtà italiana degli anni '80 e esponendo una sua lettura critica de "La Metamorfosi" di Kafka. Numerose sono le domande finali a cui Pincio dedica tutto il tempo che meritano.

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