07/09/2002

Robin Robertson con Massimo Bacigalupo


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Poeta ed editor scozzese, Robin Robertson è noto al pubblico italiano per "Camera Obscura", un libro che raccoglie una sezione di versi brevi e un poema su David Hill, pioniere della fotografia dell'800, nella cui storia s'intrecciano le luttuose vicende personali con il destino tragico di una terra, la Scozia, cui gli inglesi hanno tolto identità. Anche nei componimenti più brevi, Robertson colpisce per l'immediatezza impressionistica della rappresentazione del mondo, ora più evocativa, ora di impatto più violento. Lo presenta il critico Massimo Bacigalupo.


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Se il risentimento, il 'groviglio' prodotti da rapporti conflittuali con gruppi 'egemoni' generano poesia originale e istruttiva, allora Robin Robertson rappresenta una delle sue figure (o voci) più autentiche. L'insolita rappresentazione della raccolta "Camera obscura" ha valorizzato i temi a lui più cari: la natura, la barbarie dell'oppressione, la sensualità, le passioni, la reinterpretazione della mitologia in un linguaggio che usa 'toni forti' forse in parte smussati nella traduzione italiana di Bacicalupo.

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