03/09/2003

LE OPERETTE MORALI
. Teatro di parole e cose da Giacomo Leopardi


2003_09_03_008

Evento ripetuto

di e con Gigio Brunello;

regia di Gyula Molnar



Le "Operette Morali" dovevano essere, nelle intenzioni dell'autore, piccole commedie o scene di commedie, nelle quali sostenere con forza la necessità di dire con coraggio la verità sul genere umano, destinato all'infelicità. Gigio Brunello percorre in un monologo, intessuto di immagini semplici evocate via via dal percorso drammaturgico, una scelta di brani tratti dal "Dialogo di Ercole e Atlante", dal "Dialogo di Federico Ruisch e le sue mummie", dalla "Storia del genere umano", dal "Dialogo di Malambruno e Farfarello", dal "Dialogo di Cristoforo Colombo e Pietro Gutierrez". 


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Italiano

Brunello propone al pubblico una sua particolare interpretazione delle "Operette Morali" leopardiane, liberamente tratte dal "Dialogo di Ercole e Atlante" e dal "Dialogo di Federico Ruisch e delle sue mummie" e altri pezzi variamente legati fra loro. L'attore gioca sul palco durante tutto lo spettacolo con oggetti e persone invisibili riuscendo però a renderli reali e quasi protagonisti. Utilizza anche molti oggetti di uso quotidiano come forbici, rami, scarpe e mantello proprio per poter ricreare l'atmosfera così ironica e rarefatta tipica delle "Operette". Tematiche così complesse come la morte, la felicità e l'indissolubile unione del corpo con l'anima sono rese semplici e leggere dall'autore, grazie anche ad alcuni effetti speciali come il canto di un bimbo, un gioco di ombre, un pannello che si trasforma da cartina geografica in firmamento. Evento di forte impatto visivo ed emotivo, in grado di accompagnare lo spettatore in un impalpabile dialogo con eroi, fantasmi e dei.

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