04/09/2003

«LA FIGLIA BIONDA» DEL LIBRAIO DI KABUL


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Åsne Seierstad è una giovane giornalista scandinava che, al tempo della guerra in Afghanistan, ha deciso di vivere nel paese dei talebani secondo le regole imposte alle donne. Ospite di Sultan Khan, l'unico libraio tollerato dal regime, la Seierstad, coperta dal burqa, ha cercato di descrivere la normalità: i matrimoni combinati, le punizioni corporali, le confidenze private. Il suo libro "Il libraio di Kabul" racconta questa eccezionale esperienza. Incontra l'autrice l'inviata della RAI Giovanna Botteri.



Battello ore 17.00 L'evento 043 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma. Originariamente il suo svolgimento era previsto presso Campo Canoa.

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«Con Il libraio di Kabul Åsne Seierstad è riuscita ad entrare nel cuore buio dell' Afghanistan». Così esordisce Giovanna Botteri, la giornalista della RAI che ieri ha incontrato l'autrice di un libro che «risponde a tutti i nostri perchè». Åsne ha spiegato quali erano le condizioni in cui aveva vissuto durante il suo soggiorno in casa del libraio Sultan Khan, senza elettricità o acqua calda, chiarendo la sua «doppia vita»: una in cui trascorreva il tempo con gli uomini ed era libera, ed una in cui stava con le donne, a fare il bucato in casa o a fissare le pareti delle stanze. L'autrice ha parlato delle dure condizioni in cui le donne sono costrette a vivere, del conflitto tra modernità e tradizione, tra i valori-pilastro della società, come la famiglia, il clan, e i nuovi valori da preservare, come l'educazione e l'istruzione. Åsne ha poi risposto ad alcune domande del pubblico, concludendo con una battuta sulla possibile lite che potrebbe scoppiare tra dieci anni per causa sua nella tradizionalista famiglia di Sultan!

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