07/09/2003

IL PIANETA TERRA È MALATO


2003_09_07_203

«Esiste un punto di non-ritorno ambientale oltre il quale l'eccesso di popolazione distrugge le proprie condizioni di vita». Secondo Giovanni Sartori, politologo e corsivista del "Corriere della Sera", povertà, inquinamento atmosferico, cambiamenti climatici, ma soprattutto la sovrappopolazione sono i mali che rischiano già domani di mettere in crisi l'intero pianeta. Su questi temi, al centro del suo ultimo "La terra scoppia", e sulle possibili soluzioni dialoga con il giornalista e scrittore Riccardo Chiaberge.


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Sartori è uno stravagante, come dice di se stesso. Ma si interessa di tutti i problemi del mondo: per questo ogni volta deve ricominciare a studiare da capo. Il rischio è che non riesca a parlare di quello che ancora non sa. La situazione della terra è a dir poco allarmante: i poveri sono sempre più poveri. Se poi guardiamo al dramma dell'acqua, le condizioni si aggravano: se l'acqua non c'è, non c'è. Gli altri potrebbero, infatti, essere problemi risolvibili con la tecnologia o con una più equa distribuzione delle risorse. Qui il problema è un po' più grave, si stanno esaurendo le risorse. La colpa non è solo nostra, dei paesi ricchi e della chiesa, ma anche dei paesi in via di sviluppo: uno dei possibili aiuti che possiamo dare loro è quello tanto contestato degli Organismi Geneticamente Modificati. La natura non riesce più a ripararsi da sola, e questo significa sviluppo non sostenibile. Noi possiamo intervenire su due fattori dello sviluppo: la tecnologia e la crescita demografica. La tecnologia, però, non è eliminabile, ci è essa stessa d'aiuto per la sopravvivenza. Si può invece fermare lo sviluppo demografico ed è questo il monito che lancia Sartori, secondo il quale questa è l'unica opportunità rimasta.

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