09/09/2004

"LA LIBERA FORESTA DELLA MENTE"
. Eroi ed eroine in versi


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Docente di letteratura angloamericana e traduttrice, Bianca Tarozzi è considerata una delle poetesse più originali del nostro tempo. Al centro del suo mondo poetico ("Anch'io vissi in Arcadia") c'è la visione retrospettiva di una felicità unica, goduta in passato e non più recuperabile, fatta di oggetti, ricordi familiari, miti e illusioni di una quotidianità recuperata nell'intensità e nella musicalità del verso. La incontra Simona Niccolai dell'Università di Pisa.


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Italiano

Ezra Pound definiva la poesia «un'emozione ghiacciata» e l'opera di Bianca Tarozzi è ben distante da quanto affermava il poeta modernista. I suoi versi fremono di ricordi, pulsano di memorie infantili, si animano di fantasmi letterari. Nonostante la forma sia accuratissima e la struttura metrica estremamente vigilata, la leggerezza che traspare dall'assetto narrativo della sua poesia la rende una delle voci più interessanti del panorama contemporaneo. Alla Tarozzi non interessa contraddire le aspettative del lettore e scappa inorridita dai facili virtuosismi post-modernisti: ciò che le preme è comunicare un'emozione autentica.

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