11/09/2004

Muriel Spark


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«Credo che gli anni più felici siano cominciati tra i '60 e i '70. A parte qualche malattia (...) sono molto più felice adesso. Tanto per cominciare, so come affrontare la vita». Una delle autrici più originali del '900, ripercorre al Festival la sua lunga carriera, contrassegnata da romanzi originali, ironici e insolenti ("Memento Mori", "Gli anni fulgenti di Miss Brodie"). La incontra la giornalista e traduttrice Monica Capuani.


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Muriel Spark scrive romanzi corali, in cui ogni singolo personaggio custodisce gelosamente un ricco mondo interiore. Questo aspetto la rende una delle narratrici più apprezzate del panorama letterario britannico. La scrittrice, durante la conferenza tenuta al Teatro Bibiena, ha affermato di non amare i personaggi fluttuanti, preferendo invece inserirli in una trama organica, seppure di breve respiro. Ciò che ha sorpreso maggiormente gli spettatori è la rilevanza e la fiducia attribuiti alla maturità: partendo da "Una stanza tutta per sé" di Virginia Woolf e concludendo con il suo ultimo romanzo (ancora non disponibile nelle librerie italiane), l'autrice ha sottolineato come sia importante per la donna la possibilità di beneficiare di una ambiente confortevole, di un discreto ammontare di denaro e di tempo a disposizione per coltivare la propria ambizione narrativa. Alla domanda: «Scrivere e mentire sono due attività paragonabili?», con grande garbo la Spark ha risposto che, in realtà, «l'arte della fiction e quella dell'inganno sono inestricabilmente legate».

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