12/09/2004

DI PADRE IN FIGLIO


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Due apprezzati narratori pongono al centro del loro più recente romanzo il rapporto tra padre e figlio: ne "L'artista" Gabriele Romagnoli tratteggia la figura di un uomo coraggioso e concreto, salvato in più di un'occasione da un misterioso personaggio; in "La festa del ritorno" Carmine Abate racconta il dolore di un figlio per la lontananza del padre, costretto ad emigrare. Gli scrittori si confronteranno sulla scrittura come mezzo per raccontare la propria storia, affiancati da Massimo Cirri.


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Italiano

Nonostante la lieve pioggia (fortunatamente tardiva), a Palazzo d'Arco, Gabriele Romagnoli e Carmine Abate, accompagnati da Massimo Cirri, hanno discusso con gli ascoltatori riguardo il tema che accomuna i loro più recenti lavori: il rapporto fra padre e figlio. Ne è emerso un piccolo repertorio di figure paterne; padri lontani o imperdonabili, padri modello o 'doppi'. Il padre di Abate è assente perché migrante e cerca di costruire un rapporto con il figlio attraverso il racconto di frammenti della sua vita; è un modo per far accettare al suo bambino il parziale abbandono. E così il loro rapporto si colloca nel quadro estremamente complesso della diaspora. Il padre di Romagnoli è un padre silente: con sacrificio ha fatto studiare suo figlio, ma per via del divario culturale che li divide il rapporto fra i due è segnato dall'imbarazzo e dalla soggezione. Entrambi i romanzi sono un tentativo di riconciliazione; "La festa del ritorno" è anche un modo per donare un destino diverso al proprio padre e "L'artista" una corsa per colmare un lungo vuoto di parole.

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