09/09/2005 - Pagine Nascoste

THE PASSION OF MARINA
 - TO DAMASCUS

2005_09_09_PN1700

Evento ripetuto


THE PASSION OF MARINA di Andrei Osipov, Russia, 2004, 55' versione in l.o. con sottotitoli 
 Anteprima italiana


Una riflessione sul fatale destino della poetessa russa Marina Cvetaeva, nata nel 1892 e morta suicida nel 1941. Dalla radiosa infanzia al triste esilio praghese e parigino, fino al duro ritorno in patria. Filmati e fotografie che riaffiorano da quel passato sono accompagnate dai testi delle poesie e dei diari della Cvetaeva.
 Una libera interpretazione di Verso Damasco (1901) di August Strindberg, filmata in un viaggio senza mappa da Copenhagen alla capitale siriana. L'Europa Centrale, i Balcani e il Medio Oriente fanno da sfondo alle suggestioni evocate da un attore che ha interpretato lo "Straniero", il protagonista del testo strindberghiano.
 TO DAMASCUS di Jeppe Debois Baandrup, Morten Kjems Juhl, Michael Madsen, Danimarca, 2005, 42' versione in l.o. con sottotitoli
 Una libera interpretazione di "Verso Damasco" (1901) di August Strindberg, filmata in un viaggio senza mappa da Copenhagen alla capitale siriana. L'Europa Centrale, i Balcani e il Medio Oriente fanno da sfondo alle suggestioni evocate da un attore che ha interpretato lo 'Straniero', il protagonista del testo strindberghiano.

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Un altro appuntamento con "pagine nascoste" al teatro San Leonardo. Il documentario di oggi è dedicato alla vita della poetessa russa Marina Cvetaeva, nata nel 1925 e morta suicida nel 1941. Il regista Andrej Osipov mette in risalto non solo le vicende spesso dure e crudeli che la Cvetaeva ha dovuto affrontare, la perdita della madre in adolescenza, la morte di una figlia, l'arresto del marito e dell'altra figlia, l'isolamento, la fame, la solitudine, ma anche il suo carattere, il suo modo intenso, estremo di affrontare le passioni e di vivere qualsiasi relazione, con i figli, con gli uomini che ha amato. Marina scrisse ad un'amica nel 1926: «Quando amo una persona, io la prendo con me in ogni luogo, dentro di me non mi separo da lei, me ne approprio, un po' per volta la trasformo nell'aria che respiro e in cui respiro». Il documentario mostra fotografie, filmati, letture di poesie ed estratti dalle lettere di Marina Cvetaeva, dall'infanzia fino al 31 agosto 1941, giorno in cui si impicca nella sua casa di Elabuga.

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