11/09/2005

Roddy Doyle con Pietro Cheli


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Roddy Doyle è uno tra i più importanti e noti scrittori irlandesi contemporanei. Vincitore del Booker Prize nel 1993, si è imposto al grande pubblico con i romanzi "The Commitments" e "Paddy Clarke ah ah ah"; ambientati nei bassifondi di Dublino, dove, tra difficili condizioni di vita e disastri familiari, le vicende assumono comunque un andamento comico grazie all'irriducibile carica vitale dei protagonisti. Intervista l'autore di "Una faccia già vista" il giornalista Pietro Cheli.


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Lo scrittore irlandese Roddy Doyle è stato condotto dal giornalista Pietro Cheli a ripercorre il cammino della propria carriera di romanziere a partire dal primo libro, "The Commitments", che lo ha reso subito famoso, fino all'ultimo, "Una faccia già vista", uscito in Italia da pochi giorni. Doyle ha messo in guardia i suoi lettori dal prendere le proprie storie come racconti autobiografici. Ha detto di credere nella fiction in quanto fiction. Le storie che descrive non sono episodi di vita della sua famiglia, la quale è una famiglia di classe media senza grandi preoccupazioni. Invece Doyle, soprattutto nei primi tre romanzi, racconta le difficili condizioni di vita, le sofferenze, i traumi di una famiglia di un quartiere povero a nord di Dublino, sebbene poi le vicende assumano un andamento comico grazie alla carica vitale dei protagonisti. Invece con il romanzo "Una stella di nome Henry Doyle" ha iniziato una serie storica che attraversa il '900, dal respiro epico e dai risvolti quasi picareschi.

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