11/09/2005

Anna Politkovskaja con Paolo Flores D'Arcais

2005_09_11_186

«Per decenni abbiamo vissuto sotto un regime in cui le provocazioni più vili erano l'essenza stessa della vita politica. Ed ecco che dopo gli anni tumultuosi della perestroika e il regno burlesco di Boris Eltsin, il paese ha affidato il suo destino a rappresentanti di questo passato che non riescono a pensarla diversamente». Anna Politkovskaja è senz'altro la giornalista che con più tenacia ha seguito il conflitto ceceno e una delle rare voci critiche nei confronti della gestione di Vladimir Putin. Nel suo "La Russia di Putin" scrive con passione di un paese ormai alla deriva, più di quanto da Occidente si riesca a intuire. La intervista il direttore di "Micromega" Paolo Flores D'Arcais.


L'evento 186 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma. Originariamente il suo svolgimento era previsto presso il Palazzo di San Sebastiano.

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Presentata da Paolo Flores D'Arcais, Anna Politkovskaja, giornalista impegnata in prima persona nella lotta contro le violazioni dei diritti civili, ci illustra la situazione politica odierna in Russia. L'adesione, da parte di Putin, a un capitalismo di tipo oligarchico, ha determinato nel paese uno stato di forte disagio economico: un terzo della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. L'approvazione dalla legge 122 del 1° gennaio 2005 (contro la quale la Politkovskaja si è fortemente battuta), che sancisce la fine dello stato sociale, non ha fatto altro e non farà che peggiorare quanto già esiste di 'scandaloso'. Secondo la cronista il governo è in parte responsabile, inoltre, della drammatica situazione in cui versa la Cecenia.

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