11/09/2005

Abraham Yehoshua con Giulio Busi


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«Noi ebrei abbiamo un passato problematico, un passato di disastri. E non possiamo più permetterci di sbagliare». Professore di Letteratura comparata all'Università di Haifa, Abraham Yehoshua è uno degli scrittori israeliani più conosciuti. Autore di numerosi romanzi - tra cui il recente "Il responsabile delle risorse umane" - è altresì un attivo osservatore della realtà del suo paese e profondo conoscitore della politica e storia recente, come dimostrano i suoi saggi "Antisemitismo e sionismo"; "Elogio della normalità". Lo presenta Giulio Busi, esperto di cultura e letteratura ebraica.


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Abraham Yehoshua scrive di Israele, della sua nazione, che giudica ancora troppo giovane e soggetta quindi a tanti difetti. Per l'autore il problema sta nel fatto che si dovrebbe passare dall'ebreo parziale a quello totale, con le sue responsabilità in quanto cittadino di uno stato vero e padrone del proprio destino. Gli ebrei infatti non sono mai stati costretti a comandare su altri ebrei e non hanno mai avuto responsabilità nei destini di una nazione, semplicemente perché, durante la diaspora, non l'hanno mai avuta. E lo sgombero dei coloni da Gaza ne è un esempio: la difficoltà è stata proprio quella di decidere se si poteva dare un ordine ai propri connazionali, in questo caso un ordine doloroso. Altro problema affrontato da Yehoshua è la volontà della nazione israeliana di cancellare la morte e la sofferenza legata alla violenza e alla seconda intifada. Ne "Il responsabile delle risorse umane", lo scrittore parte invece proprio dalla morte di una persona, per di più non ebrea, per dare una scossa ad Israele e riportarlo nella condizione di non essere più indifferente a questo dolore. Due sogni sono, infine, nella mente di Yehoshua: Gerusalemme città delle tre religioni e la fine dell'odio tra Palestinesi e Israeliani per arrivare finalmente ad un accordo di pace.

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