07/09/2006

MISTERO BUFFO DEL PORCELLO


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Il Premio Nobel Dario Fo dialoga con il giornalista Stefano Scansani sulla cultura della 'maialitudine' nella valle del Po attraverso una sua divertente pièce teatrale. Un viaggio valpadano nella patria del fenomeno suino che traffica nella storia, nei miti e nelle affettature contemporanee di salami, appetiti e subconscio.
 Evento a cura di Anno Domini.


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Serata porca e magica in Piazza Castello, nella quale Mantova si riscopre orgogliosamente capitale morale del maiale. Un Dario Fo vestito di bianco delizia gli spettatori con uno spettacolo dai toni profani ma dal contenuto sacro. Tema della serata, appunto, il maiale. Una storia che dura da secoli, una fenomenologia che investe quasi l'intera valle del Po. Stefano Scansani loda l'importanza attuale del suino: nella sola Mantova (record europeo) si allevano (e si macellano) un milione e cinquecentomila maiali l'anno. Dario Fo invece, in difesa di una razza (il porcello del Po) che dura ormai da quindici secoli, si getta in un mirabolante viaggio storico alla ricerca delle origini di questa cultura che esalta il maiale, già solo come economia fondamentale di una zona. Scopriamo allora che il maiale entra in scena addirittura nel "Vangelo", la nuova "Bibbia", in una parabola dove il Cristo libera un posseduto dai demoni... che sono convinti a traslocare nelle teste dei maiali lì adiacenti. Nel "Mistero buffo del porcello", recitato in una strana e divertente mistura di dialetto lombardo e veneto, Fo ci riporta fantasticamente al rapporto originario tra Dio ed il porcello. E ci ricorda che «ognun, anche nella merda, ha il paradiso che merita».

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